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Cremonese e Università
Cattolica insieme per
far emergere il talento

E’ stato presentato oggi, mercoledì 15 gennaio, presso la sala stampa del Centro Sportivo ‘Giovanni Arvedi’ verrà presentato il progetto ‘Per un settore giovanile che sviluppi una cultura di gestione/condivisione integrata dei talenti’ dell’Alta scuola di psicologia ‘Agostino Gemelli’ – Area psicologia dello sport dell’Università Cattolica del Sacro Cuore. All’incontro hanno partecipato il direttore generale Paolo Armenia, il responsabile del settore giovanile Giovanni Bonavita, il responsabile dell’attività di base Paolo Mondini e la responsabile scientifica del progetto Caterina Gozzoli, Professore associato di Psicologia del conflitto e della convivenza socio-organizzativa e direttrice dell’Alta scuola di psicologia ‘Agostino Gemelli’ dell’Università Cattolica del Sacro Cuore. Il progetto si propone di formare tutte le persone che operano nel settore giovanile grigiorosso, a partire dagli allenatori, affinché si creino le condizioni perché il talento del giovane giocatore possa emergere.

“Vogliamo e dobbiamo crescere a 360 gradi – ha esordito Armenia – e per farlo dobbiamo essere preparati. Crediamo moltissimo nel Settore Giovanile e vogliamo che le persone che interagiscono con i ragazzi siano il più formati possibile. Riteniamo che un altro salto di qualità lo potessimo fare con questa collaborazione con l’Università Cattolica che per noi rappresenta un grande vanto”. Il Dg della Cremonese poi spiega: “Abbiamo iniziato a lavorare a settembre con tutti gli allenatori: vogliamo dar loro la possibilità di poter comunicare in modo corretto con i ragazzi e le loro famiglie, cosa che non è facile”. I motivi sono spiegati anche dalla prof. Gozzoli: “I giovani di oggi sono diversi rispetto a quelli di cinque anni fa: spesso hanno interessi e aspettative diverse, ma anche sfortune a volte”.

“Abbiamo – prosegue la responsabile scientifica – messo al centro non direttamente i ragazzi, ma gli adulti che lavorano con loro con l’obiettivo di rendere sempre più competenti e professionali queste figure fondamentali tra le altre cose perché c’è una parte considerevole di talento che si sviulppare. Nella nostra ricerca sul talento giovanile ci siamo chiesti in che modo la qualità delle relazioni dei ragazzi influenza il benessere e la prestazione e la risposta è stata positiva. Per questo, per il fatto che il talento cresce in contesti, va fatto anche un lavoro di gruppo e non solo sul singolo”.

Gozzoli spiega poi nel dettaglio come si sviluppa il lavoro: “Abbiamo incontri individuali o con lo staff a volte per settore (attività di base, settore agonistico e femminile, ndr), altre tutti insieme perché vogliamo rinforzare le idee di gruppo e appartenenza dando una continuità che tutela e legittima le differenze tra i vari allenatori dentro una modalità di lavoro che li rende gruppo: la differenza di pensiero, se viene gestita, porta ad una crescita”. “E’ chiaro – prosegue la docente – che come Università dobbiamo portare del sapere, ma crediamo molto in un percorso formativo dialogico, che parta dalle pratiche: sono gli allenatori che ci portano questioni e problematiche e da queste partiamo. L’appuntamento, in campo o in aula, è ogni tre settimane circa”. Successivamente verranno avanzate delle proposte anche ai ragazzi e ai genitori che sono “parte fondamentale del processo e vanno coinvolti”.

La docente sottolinea come abbia trovato “terreno fertile” e “molta voglia e curiosità” all’interno del Settore Giovanile grigiorosso, anche grazie al fatto che certe attenzioni erano già nell’agenda e nel modus operandi della Cremonese. “Siamo coscienti – ha concluso Bonavita – che abbiamo delle responsabilità oggettive, a partire dal fatto che i genitori ci consegnano i propri figli. Il progetto con l’Università Cattolica nasce dalla volontà di avere una fotografia sempre più chiara per essere pronti a gestire ogni situazione, anche le più nuove”.

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