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Desalu primo degli atleti
europei all'International
Cup di Minsk

MINSK – Primo degli italiani, secondo degli europei, ma anche secondo della competizione vinta dal turco Ramil Guliyev. E la soddisfazione trasparita dalle parole di Fausto Desalu, che ha detto – al termine dei 200 metri di Minsk, in Bielorussia – “di più non potevo fare”. Quando è così la coscienza è pulita e Fausto può ritenersi soddisfatto della trasferta.
Era la prima volta dell’International Cup, della sfida denominata “The Match”, come piace molto agli americani, che vedeva atleti del Vecchio Continente opposti proprio ad atleti degli Stati Uniti. Una gara a tutto campo, tra le discipline più svariate dell’atletica leggera: non c’era tutti i big, anche perché i Mondiali in Qatar ormai incombono, essendo stati fissati in un periodo poco ortodosso rispetto al calendario per evitare il grande caldo, ma il livello era comunque alto. Anche perché nessuno, in queste sfide, vuole perdere.
Desalu martedì sera ha chiuso al secondo posto: un secondo posto diverso rispetto a quello della Coppa Europa. Quello era condito da rammarico, perché l’oro poteva starci in quella gara in Polonia; qui invece c’è la soddisfazione per essere arrivato, per così dire, primo tra gli umani, alle spalle dell’extraterrestre Guliyev. Soprattutto Fausto ha onorato l’impegno e quella singolare maglia bianca con contorni arancioni indossata proprio dagli atleti dell’Europa.
La sfida “The Match” riprende una vecchia usanza degli anni Sessanta, quando lo sport aveva una missione che andava oltre la pista, dato che serviva a ripianare le divergenze durante la Guerra Fredda tra Unione Sovietica e Stati Uniti. Desalu è uno dei sei azzurri che hanno portati punti all’Europa, contribuendo dunque alla vittoria con podi o piazzamenti: da segnalare il quarto posto di Tortu e il terzo di Re sui 100 e sui 400, il quinto posto di Folorunso nei 400 ostacoli, il sesto di Bogliolo nei 100 ostacoli e il terzo posto di Yeman Crippa nei 3000 metri. Di fatto Desalu, col suo secondo posto, è stato il migliore della spedizione azzurra, con una piccola impresa nell’impresa: tenere dietro tutti gli americani, a cominciare da King, per caricarsi in vista del Mondiale con una gara che, più che per il tempo – normale, Fausto ha corso in 20’’66 a 50 centesimi da Guliyev – serve a dare morale al velocista di Casalmaggiore.
Giovanni Gardani

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