Grassi: “La squadra ha dato dei segnali positivi, ha saputo soffrire”
Il centrocampista: "A causa di un virus qualcuno è stato male prima della partita, altri a fine primo tempo, ma abbiamo saputo soffrire comunque"
Alberto Grassi è tornato in campo dopo una lunga squalifica, per sostituire l’infortunato Simone Pontisso. Grassi ha commentato la partita tra grigiorossi e Virtus Entella in sala stampa ai microfoni di CR1.
E’ stata una partita molto bloccata, complicata, tanti scontri fisici. Alla fine tu che l’hai vissuta dal campo esci soddisfatto dopo questi 90 minuti?”
“Beh, secondo me è stata una partita non tanto bella a livello estetico, però le occasioni le abbiamo avute. Secondo me abbiamo avuto due o tre palle gol importanti, dovevamo concretizzarle, però secondo me la squadra ha dato dei segnali positivi, ha saputo soffrire. Ci sono state delle dinamiche che magari ha raccontato anche il mister, qualcuno è stato male prima della partita, altri a fine primo tempo, e abbiamo saputo soffrire comunque”.
Anche il mister ci ha sottolineato questa situazione del virus che ha colpito lo spogliatoio, anche questo sicuramente vi avrà influenzato.
“Sì, c’era un caldo incredibile, poi giocare con dei disturbi importanti è fastidioso. Poi abbiamo perso subito per infortunio Pontisso e quindi siamo stati bravi nel soffrire. Questa partita è stata positiva, non la vedo in maniera negativa”.
Finalmente è finita la tua squalifica dopo quattro giornate, quanto sei stato contento di tornare in campo?”
“Personalmente sono contentissimo. Contentissimo anche perché sinceramente non me la meritavo, però è meglio non dire niente. Mi manca un po’ di condizione, ho fatto poche amichevoli perché avevo un mese di squalifica da scontare a inizio campionato. Quindi sono contento di essere entrato e spero di trovare la condizione il prima possibile”.
Non è stato un rientro semplice il tuo, perché hai avuto probabilmente 30 secondi soltanto per scaldarti. Ti chiedo quali sono state anche le difficoltà affrontate entrando a freddo e come ti sei trovato anche al fianco di Gerli e Thorsby.
“Sicuramente è sempre difficile entrare così a freddo perché, soprattutto se sei un po’ fuori forma, e non ti scaldi bene, diventa difficile. Però comunque avevo al mio fianco un giocatore del calibro di Gerli, che è un centrocampista molto forte secondo me, molto intelligente, mi ha dato una mano a rendere meglio”.