Da Rivolta d’Adda a Sofia: la Nazionale Solidale italiana arriva in Europa
Dal 23 al 27 settembre, Sofia ospiterà un progetto Erasmus+ che usa lo sport per promuovere l'inclusione sociale tra diverse culture e storie di vita
Dal 23 al 27 settembre Sofia ospiterà Unity in Motion – Fostering Inclusion through Sport, progetto europeo Erasmus+ che riunirà circa 270 atleti provenienti da 11 Paesi con particolare attenzione alla diversità di genere e alla partecipazione di persone con differenti esperienze personali e sociali. L’Italia porterà l’esperienza di Associazione L’Approdo – APS e Nazionale Italiana Solidale di Rivolta d’Adda, dove lo sport diventa parte di un percorso di inclusione, relazione e ricostruzione personale.
Anima e mental coach della spedizione azzurra sarà lo psicoterapeuta Giorgio Cerizza, conosciuto nel territorio cremasco per i suoi anni come responsabile dell’Unità Operativa di Riabilitazione dalle Dipendenze dell’ospedale Santa Marta di Rivolta d’Adda (Asst Crema).
“La psicoterapia aiuta a comprendere quello che accade dentro di noi. Lo sport permette di sperimentarlo nella relazione con gli altri”, spiega il Prof. Giorgio Cerizza, psichiatra e psicoterapeuta e Presidente di Nazionale Italiana Solidale. “Per questo considero il campo sportivo una sorta di seconda stanza della terapia: ci si confronta con l’avversario, con la fatica, con il tempo, con la frustrazione, ma soprattutto con le altre persone”.
Alla base dell’approccio c’è un principio sintetizzato da Cerizza nella frase: “Mettere le persone al posto delle sostanze.”
“La sostanza, almeno all’inizio, può essere vissuta come una soluzione. Togliendola rimane un vuoto. Il nostro lavoro è aiutare la persona a riempire progressivamente quello spazio attraverso relazioni, responsabilità, obiettivi e appartenenza”.
A Sofia alcuni componenti della delegazione italiana porteranno anche le proprie testimonianze personali. La testimonianza rappresenta una parte importante dell’attività di Associazione L’Approdo – APS, che porta queste esperienze nelle aziende e in altri contesti della società civile per diffondere la propria missione, contribuire alla conoscenza dei temi della dipendenza, della cura e del reinserimento e contrastare stereotipi e stigma.
L’obiettivo è trasformare l’esperienza vissuta in uno strumento di consapevolezza collettiva, mostrando concretamente la possibilità di ricostruire relazioni, autonomia, responsabilità e partecipazione sociale.
Unity in Motion porta questo approccio su scala europea, creando uno spazio nel quale differenze di nazionalità, genere, condizioni sociali ed esperienze personali diventano parte del valore dell’incontro.
“Unity in Motion è molto più dello sport. Significa creare uno spazio in cui persone provenienti da Paesi diversi, di generi differenti, con background ed esperienze di vita diverse possano incontrarsi, partecipare e scoprire ciò che possono costruire insieme. Riunire a Sofia circa 270 atleti provenienti da undici Paesi europei dimostra la forza dello sport nel creare connessioni che vanno oltre le differenze. La nostra ambizione è che queste giornate diventino il punto di partenza per nuove relazioni, nuove idee e future collaborazioni in tutta Europa” afferma Viktor Kirkov, Owner & CEO di Sports Management Bulgaria.
L’esperienza di Nazionale Italiana Solidale è nata dal calcio, ma il modello si estende ad altre discipline sportive. Il valore terapeutico e relazionale non appartiene infatti a un singolo sport, ma alle dinamiche che lo sport permette di vivere: fiducia, impegno, gestione della difficoltà, confronto con i propri limiti e relazione con gli altri.
Unity in Motion sarà anche un’occasione per confrontare l’esperienza italiana con metodologie e pratiche sviluppate negli altri Paesi partecipanti.
Per Associazione L’Approdo – APS e Nazionale Italiana Solidale, Sofia rappresenta anche un’opportunità per rafforzare una rete europea di organizzazioni che utilizzano lo sport come strumento di inclusione e trasformazione sociale. Tra le prospettive da esplorare insieme agli organizzatori e ai partner c’è la possibilità di dare continuità a Unity in Motion attraverso una futura progettualità europea e valutare una possibile tappa italiana.
“Vorremmo che Sofia fosse l’inizio di una nuova fase”, conclude Cerizza. “Lo sport permette alle persone di incontrarsi prima ancora di dover spiegare chi sono o da dove vengono. Da lì può iniziare qualcosa”.
Da Rivolta d’Adda a Sofia, la delegazione italiana porterà quindi non soltanto degli atleti, ma un’idea: lo sport può essere uno spazio nel quale tornare a costruire relazioni, fiducia e possibilità.