Cremonese

Il Direttore Generale grigiorosso Armenia: “La proprietà farà le sue riflessioni”

Il Direttore Generale della Cremonese commenta la retrocessione in Serie B dopo il ko con il Como.

Il direttore generale Armenia
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Il Direttore Generale grigiorosso Paolo Armenia a fine partita è intervenuto in conferenza stampa, ecco le sue parole.

“L’arbitro ha fischiato la fine della partita al 38esimo e la Cremonese è retrocessa. Abbiamo grande dispiacere e amarezza perchè abbiamo dato una delusione alla piazza, al Cavaliere Arvedi e questo è il nostro rammarico.

L’obbiettivo era la salvezza, anche all’ultima giornata, purtroppo non ci siamo riusciti. Eravamo partiti convinti di avere una squadra con equilibrio ed esperienza, con un allenatore in linea con i nostri obbiettivi e per la categoria, il campo non ci ha dato ragione nonostante un girone d’andata oltre le aspettative. Qualcosa dopo quei risultati si è inceppato, pensavamo di aggiustare le cose a gennaio, ma non è stato sufficiente”.

E’ chiaro che con una retrocessione ci sono delle responsabilità – prosegue il DG grigiorosso –  è il momento delle riflessioni della proprietà. Pensavamo di regalare un sogno alla città”.

Come si è arrivati a questo risultato?

“Non è la sconfitta di oggi che determina la retrocessione, abbiamo sbagliato in alcuni momenti chiave dove abbiamo perso punti. Per quanto riguarda il futuro, la proprietà farà le sue riflessioni, in questi anni abbiamo fatto bene nonostante i passi falsi e dopo le cadute ci siamo sempre rialzati, ripetersi non è facile, ma ci proveremo”.

E’ una retrocessione molto dolorosa, era necessaria una assunzione di colpe prima? 

“Non sta a me questa valutazione, abbiamo buttato al vento quello che abbiamo fatto nel girone di andata. Le responsabilità non le attribuiamo adesso, per quanto riguarda il silenzio ci tengo a dire che abbiamo un nostro stile, non comunichiamo con conferenze stampa perchè preferiamo lasciare la parola ai giocatori e al campo, come noi fanno molti altri. Molte volte certe cose si chiariscono anche senza conferenze stampa, io ho sempre risposto a qualsiasi domanda mi venisse posta”.

Pensa si sia persa l’occasione di intervenire nei momenti critici?

“Chi doveva, lo ha fatto nelle opportune sedi. Non dobbiamo per forza rendere tutto di dominio pubblico. Abbiamo provato in tutti i modi, con acquisti e cambi di panchina, a raddrizzare la situazione della squadra, non ci siamo riusciti e ci dispiace”.

Da cosa ripartire quindi?

“Non è il momento adatto per dirlo, ci si pente a parlare ora, serve lucidità e mente fredda. Mi verrebbe voglia di parlare degli arbitraggi, ma credo non sia il caso oggi”.

Cosa è mancato?

“Qualcosa è sicuramente mancato, con la scelta di Nicola pensavamo di essere in una botte di ferro, così come pensavamo che Giampaolo fosse in grado di invertire la rotta. Sono tanti i fattori che ci hanno portato alla retrocessione, non uno solo”.

Perchè non avete commentato le malelingue di alcune testate nazionali nelle scorse settimane?

“Non era nel nostro stile, erano nefandezze e noi non volevamo abbassarci a questo livello. Hanno messo in dubbio delle cose, hanno offeso noi e l’Udinese. Il silenzio non è un segno di debolezza, non abbiamo voluto rispondere a persone che si sono permesse si far scrivere ad altri delle cattiverie”.

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