Il tecnico Giampaolo: “Alla squadra ho detto che devono essere orgogliosi”
L'allenatore grigiorosso: "Il club ci è vicino, non ci fa mancare nulla. Giochiamo la prossima, poi si tireranno le somme. Non è la serata per piangere il morto, non è ancora morto nessuno"
Al termine della partita vinta sul campo dell’Udinese, il tecnico della Cremonese Marco Giampaolo si è presentato in conferenza stampa per rispondere alle domande dei giornalisti.
La Cremonese è parsa più che viva, ma il rammarico deriva dal risultato del Lecce.
“La Cremo ha fatto la partita che doveva fare, una prova maiuscola, per impatto emotivo e spirito. Siamo partiti subito bene e aggressivi, contro una squadra forte. Alla fine siamo stati bravi a portare a casa la vittoria, cosa non scontata. Se il Lecce ha vinto, ha meritato. Possiamo giocare solo la nostra partita e non quella del Lecce”.
Dal suo punto di vista personale, come si sente a vivere questa situazione, con il Lecce avversario oggi, dopo averlo salvato un anno fa?
“Sapevo del rischio e della difficoltà. A Cremona sono arrivato con solo nove giornate da fare e non venti. L’ho fatto e mi sono messo in gioco. Lo rifarei sempre. In queste otto gare la squadra il suo lo ha fatto, nella difficoltà qualcosa abbiamo cercato anche di costruire. Ero consapevole di ciò che mi aspettava. Pazienza se il risultato finale ci penalizzerà”.
C’è tanto rammarico, perché forse bastava qualcosa in più in altre partite…
“Sì, quanti dettagli ci sono… il pari con il Torino, il gol incassato nel finale con la Lazio… Ci sono tante piccole cose che possono determinare, se stai di qua o se stai di là”.
Che cosa vi siete detti negli spogliatoi? Che cosa si sente di dire a società e tifosi?
“Alla squadra ho detto che devono essere orgogliosi e che hanno fatto una prova di grande spirito. Hanno fatto una grande partita. Il club ci è vicino e non ci fa mancare nulla. Giochiamo la prossima e poi si tireranno le somme. Non è la serata in cui bisogna piangere il morto, non è ancora morto nessuno, c’è ancora da giocare una partita”.
Negli ultimi 90 minuti le partite decideranno la stagione. Si sente di fare un appello generale alla sportività?
“Non faccio appelli, assolutamente. Ognuno gioca con la sua responsabilità. Io gioco con la mia e non devo fare appelli a nessuno. Gli altri facciano quello che vogliono, prendendosi le loro responsabilità”.