L’Olimpo del Merito: come lo sport italiano premia i suoi campioni
Al via le candidature per i successi del 2025: guida alle onorificenze del Coni e ai protagonisti della Commissione per il nuovo quadriennio
Sono giorni decisivi per il riconoscimento dell’eccellenza sportiva italiana. Sono infatti ufficialmente aperte le procedure di candidatura per l’assegnazione delle Onorificenze Sportive relative all’attività svolta nel 2025. Un appuntamento atteso da atleti, tecnici, dirigenti e società di tutta la Penisola, che vedranno i propri sacrifici e trionfi dell’ultimo anno solare passati al vaglio del Coni, la massima istituzione sportiva nazionale.
LA “REGIA” DEL MERITO: LA COMMISSIONE 2025-2028
A gestire questa complessa macchina selettiva è la Commissione Benemerenze Sportive, che debutta nel quadriennio 2025-2028 sotto la guida di una leggenda: Daniele Masala (Presidente), oro olimpico a Los Angeles ’84. Al suo fianco, la Vice Presidente Laura Lunetta e una squadra di 13 esperti che rappresentano ogni anima dello sport: dai campioni come Valentina Marchei ed Elisa Santoni, ai tecnici di fama come Sandro Cuomo, fino ai delegati territoriali e dei media. Il loro compito è garantire che ogni Stella, Palma o Medaglia finisca sul petto di chi ha realmente incarnato i valori olimpici.
LA GERARCHIA DEL SUCCESSO: DAI CENTENARI AI CAMPIONI
Il sistema delle onorificenze non è solo un premio, ma una certificazione regolata da norme ferree:
- Il Collare d’Oro: Il massimo onore. Per le Società Sportive, il criterio è quasi epico: devono vantare almeno 100 anni di attività agonistica ininterrotta. Gli atleti possono riceverlo una sola volta; per i successi successivi viene conferito il Diploma d’Onore.
- La Stella al Merito Sportivo: Dedicata a dirigenti e club. Prevede un percorso a tappe: dopo la Stella di Bronzo, devono passare 4 anni per l’Argento e altri 7 per l’Oro.
- La Palma al Merito Tecnico: Il giusto tributo ai “maestri”, i tecnici che hanno forgiato campioni o innovato le metodologie di allenamento.
- La Medaglia al Valore Atletico: Premia i risultati “assoluti” (Olimpiadi, Mondiali, Europei). A differenza del Collare, può essere vinta più volte nella stessa carriera.
ETICA, TERRITORIO E REVOCA
Il Regolamento del Coni parla chiaro: l’onorificenza richiede una condotta esemplare. La Giunta Nazionale può infatti revocare il titolo qualora l’insignito venga meno ai principi della morale sportiva.
Anche il cerimoniale riflette questa solennità: mentre il Collare d’Oro viene consegnato a Roma con le massime cariche dello Stato, le altre benemerenze vengono celebrate nei territori dai Comitati Regionali e dalle Delegazioni Provinciali, a sancire il legame indissolubile tra il vertice del Coni e la base dello sport italiano. Con le procedure ora in corso, la caccia all’oro del merito è ufficialmente aperta.