Juvi spenta a Rieti: una sconfitta netta per 80-53. Ora la pausa e poi Avellino
Una prestazione opaca per la Juvi, che cede sotto i colpi di Rieti. Un terzo quarto disastroso segna il destino di una gara mai in discussione
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Serata da dimenticare per la Juvi, che al PalaSojourner di Rieti rimedia un sonoro 80-53, al termine di una gara sostanzialmente mai in discussione. Canestro stregato per gli oroamaranto, che provano a tenere botta in un primo tempo chiuso sul -12, ma il 30% dal campo dei gigliati permette ai padroni di casa di allungare nel terzo quarto e di controllare agevolmente in un quarto periodo da “garbage time”.
Mani piuttosto freddine da ambo le parti in avvio, con Rieti a fare leggermente meglio della Juvi, che nei primi tre giri di lancette trova punti solamente dalla lunetta con Allen. Rieti prova ad appoggiarsi al giustiziere dell’andata Guariglia, ma Allinei risponde presente e dopo 5’ è 8-7 Sebastiani. Con una buona dose di fortuna si accende Perry che firma il +5, Garrett prova ad imitarlo ma gli riesce solamente a cronometro fermo, mentre Bogliardi non si fa pregare a punire dal perimetro: 16-10 al 7’ e timeout Bechi. La chiacchierata tuttavia non sortisce l’effetto sperato e la Sebastiani, approfittando dell’ 1/8 da tre juvino, allunga il parziale sino al 26-16 della sirena del primo quarto, che va in archivio con la bimane di potenza di Guariglia e la zingarata di classe pura di Allen.
Forse per gli oroamaranto non è solo un problema di percentuali e il 5-0 con il quale Rieti apre il secondo quarto è un altro campanello d’allarme. Il -15 spinge Bechi ad un altro minuto di sospensione dal quale sboccia un gioco da tre punti di Garrett, ma capitan Panni regala due ingenui liberi a Mian prima di due brutte perse filate dei gigliati, frettolosi ed imprecisi. Garrett prova a tenere in piedi la baracca, ma le amnesie collettive si moltiplicano e la Sebastiani vola sul +16 (37-21) dopo una rimessa horror dei gigliati a metàcampo. Il massimo vantaggio locale sveglia gli oroamaranto che, pur segnando con il contagocce, approfittano di una Rieti che forse esagera nelle rotazioni, piazzando un confortante parziale di 8-2, rovinato però dal tap-in di Bogliardi allo scadere. All’intervallo è 41-29 per i padroni di casa, che non incantano ma sbagliano un po’ meno di una Juvi che si ferma ad 1/13 dalla distanza.
Al rientro la scossa arriva, ma dalla parte sbagliata: Darius Perry prende fuoco e nel giro di 3’ timbra da solo un parziale di 9-0, siglando +21 e obbligando al timeout un Bechi ormai a corto di idee per raddrizzare la serataccia dei suoi. Ovviamente ci vorrebbe un break, ma il linguaggio del corpo oroamaranto continua ad essere deficitario e nel corso del terzo quarto la Sebastiani tocca in scioltezza anche il +25, nonostante i gigliati ritrovino un minimo di confidenza con il tiro dalla lunga, con Barbante che sigla la tripla del 62-40 al 30’. Panni e Garrett nei primi possessi del quarto periodo provano a tenere viva una fiammella piuttosto timida, ma Rieti, pur senza strafare, controlla senza troppi patemi. Al 34’ sul -18 (66-48) Bechi si gioca l’ultimo timeout, ma è paradossalmente la Sebastiani a rianimarsi e ad allungare sul +31, chiudendo sull’80-53 finale.
Poco da salvare questa sera, con il 30% dal campo che è lo specchio fedele di un atteggiamento inusuale per la Juvi, stavolta spenta ed imprecisa e decisamente sovrastata sul piano dell’energia e della voglia di vincere. Ultimo ad arrendersi Garrett con i suoi 21 punti, comunque non abbastanza per arginare una Sebastiani che in casa si conferma osso durissimo.
Niente di rotto, perché un passaggio a vuoto ci può stare e perché il cuscinetto è ancora tutto sommato intatto, anche se per questo bisogna fare una statua a Zach Copeland, che con la sua tripla nel finale ha regalato a Brindisi la vittoria sul parquet di Cento. Ora per gli oroamaranto il turno di riposo, per smaltire le scorie e focalizzarsi sul rush finale. E nulla è ancora scritto.