Calcio

Bastoni e il caso Kalulu: dalla simulazione con scuse alla candidatura per la Rosa Camuna

Si tratta della massima onorificenza per il valore sportivo e l’atteggiamento dimostrato dentro e fuori dal campo. La scelta dopo le pubbliche scuse del giocatore, in seguito alla simulazione in Inter-Juve

Alessandro Bastoni
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Un’onorificenza istituzionale che nasce da un cartellino rosso contestato e da una simulazione? È quanto sta succedendo al piadenese Alessandro Bastoni.

Il difensore dell’Inter è finito al centro di un vero e proprio cortocircuito mediatico dopo l’ultimo derby d’Italia contro la Juventus. L’episodio della simulazione che ha indotto l’arbitro a sventolare il secondo giallo ai danni di Pierre Kalulu ha scatenato bufere social e polemiche arbitrali per giorni. Ma è ciò che è successo dopo ad aver cambiato la narrativa.

A mente fredda, durante la conferenza stampa alla vigilia della sfida europea contro il Bodo/Glimt, Bastoni non si è nascosto. Con una mossa insolita nel calcio moderno — spesso fatto di silenzi stampa e giustificazioni — il centrale azzurro ha ammesso l’errore, scusandosi pubblicamente per il gesto antisportivo.

Proprio questa ammissione di colpa ha spinto la Regione Lombardia a una riflessione sul valore del fair play “riparatore”.

L’annuncio ha sorpreso molti: Alessandro Bastoni è stato ufficialmente proposto per il Premio Rosa Camuna, la massima onorificenza della Regione che celebra chi contribuisce allo sviluppo e al prestigio del territorio attraverso il valore civile e sportivo.

La proposta ha unito fronti politici solitamente distanti: Federico Romani (Fratelli d’Italia), Presidente del Consiglio regionale e Pietro Bussolati (Partito Democratico), consigliere e presidente dell’Inter Club di Palazzo Pirelli.

Nonostante l’intento educativo delle istituzioni, la candidatura ha sollevato un polverone. Se da un lato c’è chi vede nel gesto di Bastoni un esempio per i più giovani (ammettere di aver sbagliato è più nobile che persistere nell’errore), dall’altro i critici sostengono che premiare un atleta per essersi scusato dopo un comportamento scorretto sia un paradosso.

 

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