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Juvi, Bechi a CR1 dopo il 90-68: "Difesa, responsabilità e spirito di squadra"

Il coach analizza il successo della sua Juvi e dedica la vittoria a Maurizio Ferraroni nel giorno del suo compleanno. Sulla squadra: "Partita generosa da parte di tutti"

Luca Bechi intervistato a Basket&co
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Non è solo il 90-68 finale a raccontare la domenica della Ferraroni Juvi Cremona. È la sensazione della solidità di una squadra che ha saputo ribaltare la differenza canestri con una prestazione corale che ha raccolto gli applausi del PalaRadi. A Basket&co (guarda la puntata su cr1.it), Luca Bechi accetta la definizione di “partita capolavoro”, ma la riporta subito dentro coordinate tecniche e mentali precise.

“Sicuramente una sensazione di grande solidità – commenta ai microfoni di CR1 -. Non ci dimentichiamo che eravamo senza Allen, quindi c’era bisogno, in sede di preparazione, di chiedere ai ragazzi uno step in avanti dal punto di vista della responsabilità, perché tutti erano chiamati a fare meglio, a essere più attenti, a essere più tutto. Avevamo battuto molto sulla difesa perché sicuramente, se c’era stato un neo, erano stati i canestri troppo facili di Cividale, peraltro una partita dove eravamo arrivati in debito d’ossigeno e dove Allen era già infortunato e poi si è fermato durante la partita”.

La risposta è arrivata dal campo. “Bravi i ragazzi perché sono ripartiti dal lavoro, dalle cose che facciamo tutti i giorni. Ne è uscita una difesa di grande consistenza. Un giocatore tra i più forti del campionato come Davis tenuto a 6 su 18, un altro giocatore di talento come Berdini a 5 su 13. In generale un 42% di Cento che conferma il nostro buon atteggiamento difensivo. Per me è una cosa fondamentale, non si può prescindere, perché qualche volta fai 90 punti, qualche volta 70, però il nostro trademark nel girone di ritorno sta diventando sempre di più questa grande attitudine“.

Il tecnico sottolinea anche il coinvolgimento totale del gruppo. “Grande coinvolgimento di tutti. Permettetemi, a chiusura di questo primo commento, di dedicare questa vittoria a Maurizio Ferraroni, il nostro patron, perché è il suo compleanno oggi. È un bel regalo che ci tenevamo a fargli, a lui e a tutta la famiglia Ferraroni che ci tiene sempre in grande considerazione e ci dà grande supporto. Grazie a loro, bravi ai ragazzi, bravi allo staff perché continuiamo a convivere con un sacco di problemi fisici e situazioni da gestire. Tutti siamo sul pezzo per prevenire e curare quello che è necessario fare. Oggi è una bella soddisfazione. Ciliegina sulla torta, abbiamo ribaltato lo scarto e nel doppio confronto è una cosa molto importante”.

Alla domanda sui singoli, Bechi allarga il campo. “Ce ne sono più che tanti, tutti, perché oggi abbiamo giocato in nove. Io chiedo ai ragazzi, come dal primo giorno, do the team needs, ognuno deve fare il proprio compito, mettere da parte il proprio ego e portare il proprio mattone per la vittoria. Se prendiamo i ragazzi uno per uno, da Panni a Del Cadia, La Torre, Barbante, Allinei, Vecchiola, Garrett, Bartoli, Bortolin, per ognuno ti viene in mente una fotografia: una difesa, un rimbalzo, un canestro da tre, una palla rubata. Questa è la squadra. Anche Allen, pur impossibilitato a giocare, è sempre molto positivo e propositivo con i ragazzi e dà un sacco di consigli”.

Un passaggio particolare è dedicato al capitano. “In una situazione di rotazione compressa, con un esterno in meno, era chiamato a una prestazione consistente e convincente. È stato molto cinico, molto solido, molto attento. Ha fatto un passo avanti in difesa. Ha giocato da capitano oggi”. E non va dimenticata la prova di Tommaso Vecchiola, 30 minuti in campo nonostante un taglio al sopracciglio e un occhio gonfio, tanto da chiudere la serata al pronto soccorso “come un pugile”.

Sul tema salvezza, il coach sceglie il pragmatismo. “Per essere tranquilli andrei sulla matematica. Dobbiamo vincere delle partite che ci separano dalla matematica salvezza. Fino a che non c’è la matematica, l’esperienza mi insegna che non dobbiamo parlare di altro. Siamo all’80% di vittorie nel girone di ritorno, abbiamo giocato dieci partite, ne mancano ancora otto perché con Bergamo non giocheremo. Pensiamo una partita alla volta, a vincerne il più possibile e poi vedremo alla fine quando arriverà questa matematica. Intravediamo il traguardo ma dobbiamo passarlo. È intelligente andare un obiettivo alla volta”.

Sui tempi di recupero di Allen, Bechi non si sbilancia ma apre uno spiraglio: “I tempi sono un pochino lunghi. Fortunatamente si gioca fra due settimane. Se avessimo giocato domenica prossima non sarebbe stato in grado di giocare. Con la sosta e due settimane le probabilità aumentano”.

La pausa non sarà però una vacanza… “Continuiamo a lavorare. Il lavoro cambia, un riposo attivo e più individualizzato. Non vogliamo perdere le buone sensazioni e per qualcuno lo stato di forma. C’è da tirare un po’ il fiato e poi mettere il focus su Pesaro”.

Infine, ciò che non si legge nei tabellini. “L’applicazione difensiva. Abbiamo alcune regole e tutti non sono mai stati attratti dal canestro ma hanno pensato a fare quello che serve alla squadra. Credo che sia stata la partita con maggiore generosità da parte di tutti“.

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