Basket

Olimpia Milano inarrestabile: Cremona viene sconfitta 86-67 al PalaRadi

Milano domina la partita al PalaRadi, con Armoni Brooks top scorer. Cremona lotta nel primo quarto, poi l'Olimpia prende il controllo

Giovanni Veronesi in azione nella sfida con Milano (foto Studio B12)
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Niente da fare per la Vanoli, che priva di Casarin e del nuovo arrivo Udom, si inchina al PalaRadi ad un’Olimpia Milano tutt’altro che in vena di sconti: finisce 86-67 per le Scarpette Rosse del grande ex Peppe Poeta, che celebra nel migliore dei modi il suo ritorno sotto il Torrazzo da coach meneghino. Cremona, di fatto, regge un quarto, poi gli ospiti prendono il largo mettendo ben presto in ghiaccio la partita.

Coach Poeta in avvio butta subito nella mischia i redivivi Nebo e Tonut e soprattutto la guardia italiana – forse ispirata anche dalla presenza di Luca Banchi in tribuna – dà ragione al proprio allenatore: due triple immediate per rispondere al canestro di Durham e per propiziare il 13-2 che in meno di 4’ costringe già coach Brotto al time-out. La chiacchierata porta frutti immediati, con Willis e Durham a colpire dalla lunga limando il gap sul -5, ma Milano oltre alle percentuali è sostenuta anche dal lavoro a rimbalzo offensivo, che porta in dote i liberi di LeDay e la bomba di Brooks, buoni per ripristinare la doppia cifra di vantaggio meneghina (8-18 al 7’).

Cremona tuttavia non si dà per vinta e comincia a pescare mattoncini da tutti gli effettivi: Burns e Grant ingranano da sotto, Ndiaye e Veronesi colpiscono a cronometro fermo e al 9’ è 18-22, prima che i liberi di Diop e Burns scolpiscano il 20-23 del primo riposo, tutt’altro che da buttare per Cremona vista l’inerzia che stava prendendo la gara. In avvio di secondo quarto il ritmo si tranquillizza al pari delle percentuali, che tuttavia con il passare dei minuti tornano a sorridere all’Olimpia, con Ricci a firmare con la tripla il 32-23 del 14’ chiudendo un parziale di 7-0.

Anigbogu la muove dalla lunetta, ma in un amen spende secondo e terzo fallo complicando la non poco la vita di coach Brotto, che di lì a breve deve chiamare un altro time-out per fermare l’emorragia innescata dalle triple di Brooks e di uno scatenato Ricci, chirurgico nel griffare il massimo vantaggio ospite (25-38 al 16’). Purtroppo per Cremona la situazione non migliora: Nebo stoppa Veronesi e lancia Ellis in contropiede, fermato da Ndiaye con l’antisportivo, diligentemente convertito per il +15. La Vanoli, dopo la bomba di Durham in avvio, riesce a muovere il tabellino solamente dalla lunetta, mentre Milano inserisce il pilota automatico e con la mano infuocata di Brooks tocca anche il +18 (28-46 al 19’), arrotondato da Grant e Ellis sul 31-48 dell’intervallo lungo. Se non è notte fonda, diciamo che è un crepuscolo piuttosto pronunciato.

Al rientro dagli spogliatoi ci vorrebbe una scossa, ma il body language e – soprattutto – il tabellone raccontano altro: al 24’, infatti, Brotto deve di nuovo fermare la partita dopo la schiacciata di Nebo in contropiede ad altezze siderali per il +21 (57-36). Veronesi e Grant hanno un sussulto per il -17 e un prudente Poeta ferma subito la partita, pescando un paio di buone difese e la tripla di LeDay, ma un volitivo Veronesi ne timbra 5 in fila per il -15 (45-60 al 26’). E’ il più classico dei fuochi di paglia: Brooks e due volte Diop nel giro di tre possessi riscrivono infatti il +21 senza troppa fatica, che diventa +23 all’ultimo riposo con l’appoggio di Mannion (48-71).

Nel quarto periodo si rivede Anigbogu, ma Milano ha ormai le mani saldamente sul manubrio e non le toglie più, toccando anche il +26 e non permettendo a alla Vanoli di andare oltre il -16. Per Cremona gli ultimi a mollare sono Durham e Veronesi, autori rispettivamente di 18 e 14 punti. Buona anche la prestazione di Grant, che porta alla causa 11 punti e 6 rimbalzi, seratacce invece per Willis (3/14 dal campo) e Ndiaye (2 punti con 0/6). Vittoria di squadra per Milano, che manda a referto 11 giocatori diversi e che trova in Brooks (21) il miglior realizzatore.

Ora due weekend di pausa, utilissimi per recuperare dagli acciacchi e resettare a livello mentale. Ovviamente, niente di rotto: semplicemente, leccarsi le ferite e ci si vede in palestra.

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