Basket

Vittoria di carattere: la Vanoli batte Cantù 89 a 87 all'ultimo respiro

Più forti delle difficoltà e di un arbitraggio a tratti discutibile (Brotto espulso nel primo tempo per doppio tecnico), i biancoblù piegano la Pallacanestro Cantù

La Vanoli festeggia con i tifosi la vittoria su Cantù al PalaRadi
Fill-1

Il ritorno al PalaRadi giova alla Vanoli Cremona, che con una prova tutto cuore piega la resistenza dell’Acqua San Bernardo Cantù: finisce 89-87 i biancoblu, più forti delle difficoltà e di un arbitraggio eufemisticamente discutibile, che ha surriscaldato gli animi sia in campo che sugli spalti.

A farne le spese coach Brotto, espulso per proteste nel secondo quarto, ma Cremona, pur sbandando, si è appoggiata al proprio uomo simbolo: un Payton Willis in formato Mvp, prima motore della rimonta e poi spietato esecutore nel finale.

La gara parte con le marce alte, con Durham a rubare e schiacciare e Ndiaye che punge subito dalla lunga. Sneed dall’altra parte però è caldo e con 5 punti in fila risponde prontamente, ma Willis con la tripla e Durham con i liberi scrivono il 12-8 Vanoli dopo 4’. Il vantaggio biancoblu dura tuttavia poco: Bortolani ha una fiammata delle sue e in collaborazione con un impattante Okeke griffa il 7-0 con il quale Cantù mette il naso avanti sul 15-12.

I due coach iniziano a pescare dalle rispettive panchine, Brotto dalla propria trova Veronesi per la bomba del nuovo vantaggio biancoblu, subito rintuzzato da un viaggio in lunetta d’esperienza di De Nicolao. Al 9’ il PalaRadi ammutolisce: Casarin va in penetrazione ma la gamba sinistra si torce in maniera innaturale, costringendo il giocatore, visibilmente dolorante, ad essere portato a braccia negli spogliatoi. Un duro colpo per i biancoblu, che tuttavia trovano i guizzi di Grant e Burns per chiudere in vantaggio il primo quarto (27-25).

Le percentuali vanoliane si sporcano in avvio di secondo periodo, costringendo Brotto al time-out dopo nemmeno tre giri di lancette visto anche il dominio fisico nel pitturato di Ballo, che con 4 punti in fila scrive il 31-29 canturino. L’equilibrio, complice anche una Cantù anch’essa meno precisa, non si spezza, ma al 15’, accompagnato da un boato del PalaRadi, si rivede Casarin che immediatamente lancia Ndiaye in contropiede per impattare la gara a quota 35.

Con Ballo a prendere fiato l’attacco ospite fatica e la Vanoli prova ad approfittarne lucrando viaggi in lunetta, compreso quello di Jones dopo l’antisportivo di Chiozza che vale il 40-35 Cremona al 18’, subito ritoccato dal tiro dalla media del ritrovato Casarin che significa massimo vantaggio.

Proprio nel miglior momento vanoliano la terna arbitrale decide di diventare protagonista, cacciando coach Brotto per una protesta apparsa tutto fuorchè eccessiva dopo un fischio regalato a Sneed su un tentativo da tre punti. La pensata dei grigi costa complessivamente sei tiri liberi, che Sneed mette senza battere ciglio. L’ambiente si surriscalda e a Cremona saltano i nervi difensivamente: ai sei punti a cronometro fermo se ne aggiungono altrettanti griffati dalle triple di Ayaji e di uno scatenato Sneed; in un amen, Cremona incassa un parziale di 12-0 che ribalta totalmente l’inerzia della partita. All’intervallo è 47-42 Cantù e, ancor prima che nel punteggio, per la Vanoli si tratta di metterci una pezza a livello mentale.

Alla ripresa è Willis a provare a riscrivere la storia della partita con bomba e viaggio in lunetta, ma a rimbalzo la Vanoli soffre e le seconde opportunità premiano prima Basile e poi Ballo. Sneed non ha perso smalto dopo l’abbuffata di fine primo tempo e con la tripla griffa il massimo vantaggio ospite al 24’ (46-54).

Cremona attacca il ferro con convinzione, ma paga qualche disattenzione dall’altra parte e lo svantaggio rimane per diversi minuti intorno ai tre possessi pieni. Siccome quando piove poi grandina, al 27’ arriva il quarto – opinabile – fallo di Casarin, cui per fortuna biancoblu capitan Burns risponde con la tripla dall’angolo per il -5. Okeke fa il vuoto a rimbalzo offensivo, ma nelle difficoltà la Vanoli rifiorisce: tripla frontale di Willis, missile dall’angolo di Durham e con 90’’ da giocare nel terzo quarto è 65-66. De Raffaele corre ai ripari fermando la partita e trova ossigeno da Green, che dalla lunetta firma gli ultimi punti di un terzo quarto da montagne russe (65-68).

L’inizio di quarto periodo è da dimenticare: bomba immediata di Sneed e infrazione di 24’’ in attacco, seguita immediatamente dalla poderosa schiacciata di Okeke per il nuovo +8 ospite, che diventa +11 con un’altra tripla dell’immarcabile Sneed. Ancora una volta però, la Vanoli la prende sul personale: Willis ispira, Anigbogu e Veronesi eseguono e in un amen è 8-0 Cremona (73-76 al 34’).

De Raffaele vuole parlarci su, ma la chiacchierata non sortisce l’effetto sperato: persa di Sneed, gioco da tre punti di Anigbogu e parità a quota 76. Bortolani ferma l’emorragia, ma il vento è cambiato e Willis ne approfitta per spingere i suoi sul +3. Green ha un sussulto per il -1 e dall’altra parte arriva il quinto fallo di Casarin, ma Veronesi attiva l’hero-mode con la bomba dell’84-80, ritoccato dal floater di Willis con 100’’ da giocare.

Cantù non resta a guardare e si tiene in vita con gli extra-possessi, riportandosi sul -2 con 37’’ da giocare. Time-out obbligato di Campigotto, ma la frittata è dietro l’angolo: tiro affrettato di Durham che sbaglia lasciando 24’’ sul cronometro, sul ribaltamento Green trova un fallo sul perimetro di Veronesi e fa 3/3.

87-86 Cantù con 8’’ da giocare, altro time-out Vanoli. La palla non può che finire nelle mani di Willis, che si mangia Ajayi nell’1vs1 e si prende pure il libero aggiuntivo: 89-87 Cremona, 4’’ sul cronometro e De Raffaele disegna l’ultimo tiro. Si va da Moraschini, che però trova solo il ferro: game, set and match.

La testa, visto anche l’arbitraggio, ha collaborato a fasi alterne, ma cuore e attributi di sicuro non sono mancati ad una Vanoli mai doma.
Una vittoria esaltante, pesante per la classifica e vero e proprio toccasana emotivo dopo la brutta prova di Sassari. Nel segno di un eroico Willis, che con i suoi 25 punti ha oscurato persino uno Sneed da trentello tondo, ma anche di un solido Anigbogu da 16 punti e 11 rimbalzi.
La ciliegina sulla torta sarebbe stata ribaltare anche la differenza canestri, ma per stasera va bene anche così.

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