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Corri con noi: Paolo Venturini a CR2 Sinapsi, lo sport estremo come linguaggio del possibile

Un incontro al Centro CR2 Sinapsi ha unito sport estremo e impegno sociale. L’ultrarunner Paolo Venturini ha raccontato la propria esperienza accanto alla Fondazione Occhi Azzurri, in un dialogo sui limiti, sulla resilienza e sul valore dello sport

Nato a Padova il 13 marzo 1968, Paolo Venturini è ultrarunner e ispettore della Polizia di Stato. Dopo gli esordi giovanissimi nell’atletica, ha attraversato tutte le distanze fino all’ultramaratona, diventando protagonista di imprese estreme nei luoghi più freddi, caldi e alti del pianeta. Vive e si allena nel Parco regionale dei Colli Euganei. Le sue sfide, spesso realizzate senza assistenza, sono state affiancate da studi di medicina dello sport, contribuendo alla ricerca sugli effetti ambientali estremi sul corpo umano.
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Giornata cremonese al Centro CR2 Sinapsi di Fondazione Occhi Azzurri per Paolo Venturini, ultrarunner e uomo dei primati, protagonista dell’iniziativa Corri con noi, pensata per raccontare lo sport come esperienza che va oltre la prestazione.

Lo sport estremo, l’ultra, non è soltanto una questione di chilometri o record diventa il tramite per interrogarsi sullo superamento dei limiti, culturali prima ancora che fisici. È da qui che nasce il legame tra Venturini e Occhi Azzurri, come spiegato nel discorso introduttivo curato dal giornalista Mattia Bazzoni: “Lo sport ultra significa andare oltre. Non esiste il campo dell’impossibile: si possono superare limiti mentali, culturali e anche fisici. È un insegnamento che racconta molto della carriera di Paolo, ma anche della filosofia di questo centro”.

Un parallelismo che diventa evidente se si guarda alla storia della Fondazione, come ha ricordato Filippo Ruvioli, presidente di Fondazione Occhi Azzurri: “Se guardiamo attorno a noi vediamo cosa è stato costruito. Non ci ha fermato niente e niente ci fermerà. CR2 Sinapsi non è un luogo chiuso, ma un centro che si propone alla cittadinanza non come spazio di cura, ma come luogo di aggregazione, dove si incontrano persone ed esperienze che danno valore alla vita di ciascuno di noi”. 

Poi la parola è passata a Paolo Venturini, che ha spiegato il senso della sua presenza a Cremona: “Credo che sia una missione dello sportivo, in questo caso dell’ultramaratoneta, portare un contributo in una struttura come questa, che è un’eccellenza per la città ma soprattutto è a disposizione della società. La voglia di raggiungere un obiettivo, di esplorare, di andare contro i limiti”.

Nato a Padova il 13 marzo 1968, Paolo Venturini è ultrarunner e ispettore della Polizia di Stato. Dopo gli esordi giovanissimi nell’atletica, ha attraversato tutte le distanze fino all’ultramaratona, diventando protagonista di imprese estreme nei luoghi più freddi, caldi e alti del pianeta. Vive e si allena nel Parco regionale dei Colli Euganei. Le sue sfide, spesso realizzate senza assistenza, sono state affiancate da studi di medicina dello sport, contribuendo alla ricerca sugli effetti ambientali estremi sul corpo umano. “Sono un curioso di natura, un amante dello sport e del nostro mondo, che è l’unico pianeta blu che conosciamo. Sono un uomo normalissimo, ma con allenamento, predisposizione e uno staff si può provare a superare i propri limiti, che poi sono limiti umani.

Non poteva mancare un riferimento alle Olimpiadi e alla fiamma olimpica, passata anche da Cremona: “Ho avuto l’onore di scortare a piedi la fiaccola olimpica come flame angel. Il fuoco olimpico rappresenta l’essenza dello sport. Averlo oggi in Italia, in luoghi come Cortina, le Dolomiti e Milano, è un onore unico. Credo che dovremmo essere orgogliosi di essere italiani in questo momento”.

Al termine dell’incontro tutti di corsa di 10km nel parco insieme all’ultrarunner Venturini per condividere un momento di sport, insieme.

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