Basket

Juvi in cerca di gloria: sfida a Verona per continuare la striscia vincente in A2

Domenica la Juvi sfida la Tezenis a Verona dopo sei vittorie consecutive. La squadra oroamaranto si prepara a mantenere alta la concentrazione, mentre gli avversari cercano di recuperare terreno dopo un periodo difficile

Luca Bechi allenatore della Ferraroni Juvi Cremona
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Magari si esagera, ma viene proprio da dire “sotto a chi tocca”. Domenica alle 18 la Juvi torna in campo per continuare a scrivere il proprio futuro. Questa volta sarà di scena al Pala AGSM di Verona, contro una Tezenis che non ha abbandonato il proprio status di contender per la promozione diretta ma che, nelle ultime gare, si ritrova alle prese con una flessione che ha portato a tre sconfitte consecutive e all’allontanamento da una vetta che per diverse settimane era stato l’habitat naturale della formazione di coach Cavina.

Come è naturale che sia, l’umore in casa oroamaranto è invece diametralmente opposto: le 6 vittorie di fila non sono solo il nuovo record societario in serie A2, ma anche un elisir che sta permettendo ai gigliati di andare oltre ai propri limiti, incuranti anche degli acciacchi.

Sembrava difficile fare meglio delle ultime uscite, invece, nella gara contro la Libertas, la Juvi ha ulteriormente elevato il proprio livello di gioco, poggiandosi sulla consueta difesa granitica per poi spiccare il volo trovando risorse offensive importanti anche da protagonisti che non ti aspetti. Non un miracolo né un incantesimo, ma semplicemente lavoro che dà i propri frutti, anche al cospetto di corazzate sulla carta ben più attrezzate, una definizione che ben calza anche per Verona.

Ci si può addirittura permettere di viaggiare verso il palazzetto scaligero con l’idea di fare l’ennesimo colpaccio, ma ancora una volta servirà tenere i piedi ben ancorati a terra: è vero che il periodo non è dei migliori, ma il roster gialloblu è lì da leggere e giustifica ampiamente le ambizioni di vertice, tutt’altro che accantonate anche dopo il recente filotto negativo.

Dovesse servire un bagno di umiltà, il 75-53 dell’andata risulta tremendamente utile: anche in quel caso la Tezenis veniva da un paio di risultati negativi, ma al PalaRadi fu in grado di dimostrare tutta la propria forza, giocando una partita ai limiti della perfezione a livello difensivo.

Era una Juvi diversa, così come Verona era orfana del totem Justin Johnson, ora recuperato nonostante il trauma cranico patito nell’ultimo match contro Avellino.
La ricetta, semplice solo sulla carta ma decisamente efficace, rimane sempre la stessa: si partirà ancora una volta dalla difesa, da quella coesione che nelle ultime settimane ha reso gli oroamaranto la vera e propria mina vagante di un campionato che ancora stenta a trovare un padrone.

Occhio anche al controllo del ritmo e soprattutto dei rimbalzi, ma la Juvi dovrà innanzitutto guardare a sé stessa, trovando il modo di alimentare ulteriormente quella fiammella che pian piano rischia di trasformare anche le ambizioni oroamaranto. Per arrivare alle 15 vittorie tanto care a coach Bechi manca ancora qualche passettino, ma questa Juvi vuole stupire ancora.

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