Lancio petardo: il 19enne arrestato chiede scusa ad Audero, alle squadre e ai tifosi
Il giovane, interrogato dal gip, ha detto non di non aver pensato alle conseguenze del suo gesto
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Ha chiesto scusa al portiere Audero, alla Cremonese, all’Inter e ai tifosi, il 19enne tifoso dell’Inter vicino al gruppo del tifo organizzato dei Viking, arrestato in flagranza differita per aver lanciato il petardo in campo durante la partita di campionato Cremonese-Inter. La bomba carta è finita a poca distanza dal portiere della Cremonese, che è caduto a terra stordito.
Il giovane, assistito dall’avvocato Mirko Perlino, è stato interrogato dal gip Giulia Marozzi nell’udienza di convalida dell’arresto. Come scrive l’Ansa, il 19enne ha riconosciuto che il lancio in campo di quel petardo era una cosa che non avrebbe dovuto fare e di non aver pensato alle conseguenze del suo gesto.
Nelle prossime ore il giudice deciderà sulla convalida dell’arresto e sull’eventuale misura cautelare. Il pm Francesco Cajani aveva chiesto i domiciliari. Dopo la decisione del gip, il fascicolo sarà trasmesso ai pm di Cremona, titolari delle indagini condotte dalla Digos, che proseguono per individuare i responsabili anche di altri lanci di petardi effettuati poco prima dell’inizio del match.
Dopo quanto accaduto a Cremona durante la partita contro l’Inter, il ministro dell’Interno ha disposto il divieto di trasferta per i tifosi nerazzurri fino al 23 marzo, nonché il divieto di vendita, per gli stessi incontri, dei biglietti ai residenti in Lombardia.