Basket

Juvi, coach Bechi: “A Torino con la voglia di riscatto”

La Juvi è pronta a lottare per prendersi la vittoria sfuggita al PalaRadi, l'allenatore dei gigliati: "La sconfitta dell’andata è stata dolorosa"

Luca Bechi parla alla squadra durante un time out
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La Ferraroni Juvi Cremona arriva alla trasferta di Torino forte di quattro vittorie consecutive, ma Luca Bechi sposta subito sulle difficoltà della sfida e sulla voglia di rifarsi dalla sconfitta dell’andata in un campionato che non concede tregua. Vincere vorrebbe dire avvicinarsi alla squadra degli ex Massone e Tortù e soprattutto guadagnare ulteriori punti sulla zona playout.

Presentando la sfida di domenica al Pala “Gianni Asti” contro la Reale Mutua Torino, l’allenatore dei gigliati richiama l’attenzione sulla formula del girone di ritorno asimmetrico, che rimette subito di fronte una squadra affrontata poche settimane fa: “La sconfitta dell’andata è stata dolorosa e per questo l’anima che ci muoverà sarà una grande voglia di riscatto. Il momento è felice dal punto di vista dei risultati, ma io devo guardare soprattutto alla qualità e alle prospettive, perché il campionato non si ferma e non ci aspetta. Così come abbiamo continuato a macinare lavoro quando le cose non andavano, non dobbiamo cullarci adesso che i risultati ci sorridono”.

L’analisi dell’avversaria: Torino viene descritta come una squadra cresciuta nella seconda parte del girone d’andata, “molto solida, compatta, con grande equilibrio”, costruita attorno a una delle coppie più affidabili del campionato, Teague e Allen, e completata da un gruppo di italiani di grande esperienza: “Sono giocatori navigati, che conoscono bene le insidie di questa competizione. La chiave, come ormai in tutte le partite, sarà il controllo dei rimbalzi e del ritmo. All’andata Torino ci mise in difficoltà abbassando il nostro ritmo: dobbiamo imparare dall’esperienza e mettere energia per quaranta minuti”.

Sul fronte fisico, l’emergenza resta. Bechi non entra nel dettaglio delle singole situazioni — Bartoli è reduce dallo stop, Allinei si è fermato dopo due minuti nell’ultima uscita — ma ribadisce l’approccio che ha accompagnato la crescita recente del gruppo: “Parlo sempre di problemi che nascondono opportunità. Lo è stato per chi ha giocato meno, come La Torre e Del Cadia, che si sono messi in evidenza in un momento di difficoltà. È prematuro dire chi recupererà, ma conta lo spirito e l’unità di intenti”.

Il salto di qualità passa soprattutto dalla difesa. Bechi rivendica il lavoro fatto nelle ultime settimane: “C’è stata grande abnegazione e disponibilità a intervenire sui punti di forza degli avversari. Non è solo individuare il go-to-guy, che a Torino sarà ancora Teague insieme ad Allen, ma una sensazione di compattezza e di desiderio di aiutarsi l’un l’altro. Questo si percepisce durante la partita ed è stato il vero salto di qualità”.

Parole significative anche su Kadeem Allen, sempre meno identificato solo con il ruolo di realizzatore: “È vero che non ha segnato molto, ma ha dato grande aggressività e ritmo. Abbiamo contato dieci assist o situazioni da cui sono nati vantaggi. È quello che gli chiediamo. Viene da un ruolo completamente diverso a Forlì e ha dovuto resettare il mindset, ma la sua attitudine dà equilibrio alla squadra. Difende come gli altri e, nei momenti difficili, si prende responsabilità importanti”.

Lo stesso discorso vale per Billy Garrett, simbolo del momento positivo: “È un ragazzo intelligente, totalmente devoto alla causa. Ha attraversato una fase di difficoltà fisica importante nella prima parte della stagione, poi ha lavorato tanto, anche extra. Ora raccoglie i frutti. La vittoria porta fiducia, ma il suo coraggio non è mai mancato, nemmeno quando alcuni tiri sbagliati ci sono costati partite”.

Allargando lo sguardo, Bechi riconosce che la striscia di vittorie ha cambiato anche la percezione esterna della Juvi, ma invita a restare focalizzati sul presente: “Il basket di Serie A2 in Italia e in Europa è molto, molto seguito, perché è il campionato più interessante dal quale si possono prendere più spunti di tutti. Questo è unanimemente riconosciuto dagli scout italiani ed europei. Questa accelerazione della nostra squadra non è passata inosservata agli addetti ai lavori e, mi auguro, anche a chi è più legato alla Juvi. Ora però c’è Torino, una partita importante perché vincendo potremmo avvicinarci a loro. Sappiamo che arriveranno arrabbiati dopo la sconfitta di Forlì e che hanno mostrato ancora una volta grande carattere”.

Cristina Coppola

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