Basket

Juvi, Bechi: “Ora c’è fiducia,
ma non abbiamo ancora fatto nulla”

La soddisfazione per l’impresa di Rimini è ancora viva, ma in casa Ferraroni Juvi Cremona il tempo per celebrarla è già finito. La testa è rivolta alla prossima tappa del percorso, quella di mercoledì sera al PalaRadi contro Estra Pistoia (ore 20:45 al PalaRadi), in uno snodo che può pesare molto nella corsa salvezza.

“La vittoria di ieri è stata una grande soddisfazione per la squadra, per la dirigenza e per tutto il popolo juvino. È stato giusto godersela, ma deve restare lì, in un cassetto. È già una partita passata e la più importante è sempre quella che viene dopo – chiarisce subito Luca Bechi, invitando a non farsi trascinare dall’euforia- . La sfida con Pistoia è uno scontro diretto e quindi una partita che vale doppio. Vincendola la supereremmo in classifica e, avendo già vinto all’andata, andremmo sul 2-0 negli scontri diretti. Ma tutto questo resta nel campo delle ipotesi: quello che conta è continuare a lavorare sulle certezze che abbiamo costruito”.

Certezze che, per il tecnico, non nascono solo dalle ultime vittorie: “Se devo essere onesto, anche prima c’era una buona produzione di gioco. Ci mancava qualcosa nei momenti decisivi, ci perdevamo un po’. Questo salto di qualità ora si è visto, insieme a una crescita sia offensiva che difensiva, ma non dobbiamo fermarci”.

Ma guai a sottovalutare un’avversaria in difficoltà: “Pistoia è una squadra che sta vivendo dei problemi – prosegue l’allenatore dei gigliati -, ma quando sei spalle al muro trovi risorse inaspettate. Scatta un senso di urgenza che può renderti ancora più pericoloso. Dovremo essere bravi a contenere la loro fisicità e a imporre il nostro gioco. Buva è il centro titolare da due partite e avrà voglia di incidere ancora di più. Stefanini è un altro innesto di qualità, lo abbiamo visto a Bergamo. Sono due giocatori che si muovono all’interno di un gruppo che magari ha poca fiducia, ma ha esperienza e talento”.

Sul fronte fisico, Bechi non fa drammi: “La partita di Rimini è stata molto dura, abbiamo dovuto fare uno sforzo extra per pareggiare la loro fisicità. Qualche acciacco c’è, Garrett e Bortolin hanno preso colpi, Panni e Del Cadia stanno convivendo con qualche problema, ma non è il momento di piangerci addosso. I problemi li hanno tutti e dobbiamo fare il massimo con le risorse che abbiamo”.

Parlando di Bortolin, il coach entra nel dettaglio: “È in linea con la crescita della squadra. Sapevamo che arrivava da mesi difficili, da un infortunio importante. Il lavoro inizialmente ti toglie energie, poi te le restituisce. L’auspicio è che questo processo sia diventato virtuoso e continui a darci presenza, punti e rimbalzi, che per noi sono fondamentali”.

Il vero cambio di passo, però, è mentale… “La squadra ha imparato dall’esperienza. Vincere aiuta a vincere, dà fiducia. Abbiamo attraversato tanti cambi, tante situazioni diverse, e perdere partite come Torino e Cividale dopo averle in mano poteva farci sfilacciare. Invece ci siamo compattati. Nelle ultime partite siamo riusciti a fare per quaranta minuti quello che prima facevamo solo a tratti. Questa energia che si trasmette tra i ragazzi ora è palpabile. È una cosa bella, ma va gestita: non c’è alcun motivo per rilassarsi. Abbiamo vinto tre partite, non abbiamo fatto nulla”.

La crescita della squadra è comunque palpabile e la “fiducia in se stessi è la prima cosa per performare in campo. Se a questa aggiungiamo unità d’intenti, allora possiamo costruire qualcosa di solido. Ma questo campionato è spietato, non aspetta nessuno. Dobbiamo tenere le antenne dritte e continuare con la stessa determinazione”.

Cristina Coppola

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