Basket

Juvi in cerca di un'impresa
contro la corazzata Brindisi

Come si affronta la prima della classe? Con fiducia e con la voglia di provare a farle lo sgambetto. Dopo la fondamentale vittoria sul parquet di Forlì, la Juvi domenica, insolitamente alle 15, attende al PalaRadi la Valtur Brindisi, capolista insieme a Rimini e Pesaro e reduce da una più che discreta rullata rifilata alla Verona di coach Cavina nello scontro diretto.

Il successo romagnolo ha riportato in casa oroamaranto un po’ di serenità e ha mosso una classifica che comunque continua a suggerire un certo senso d’urgenza. Nel girone di ritorno, si sa, il numero di giri del motore si alza per tutti e qualche vittoria fuori dallo spartito comincia a diventare necessaria, anche quando giochi contro le big.

Perchè di tale parliamo, dando un’occhiata al roster brindisino, costruito con un obiettivo ben chiaro e ben diverso da quello juvino. I due americani sono Copeland e Blake Francis: auguri. In cabina di regia c’è Cincia, che nonostante le quasi 40 primavere sembra passarsela piuttosto bene. E poi la coppia Esposito-Vildera sotto le plance, con Radonjic a chiudere il quintetto e Miani, Mouaha e Fantoma pronti a dare una mano dalla panca. Squadra solida e continua, che oltre al talento sa mettere in campo un’energia difensiva di prim’ordine, un aspetto che Panni e compagni dovranno almeno provare a pareggiare.

Onestamente parlando: servirà un’impresa per minare le certezze di Brindisi. L’unica maniera per provarci è mettere in campo quell’intensità vista nel finale a Forlì quando, anche se in attacco la palla non entrava, la partita ha preso i binari giusti grazie alla difesa nell’ 1vs1 e alla presenza a rimbalzo.

Le speranze juvine, oltre che al proverbiale coltello tra i denti nella metàcampo difensiva, passano tuttavia anche dai propri esterni a stelle e strisce: 46 punti di fatturato per la coppia Billy Garrett-Kadeem Allen a Forlì, finalmente veri punti di riferimento pronti a prendersi tante responsabilità offensive. E’ vero che all’andata era una Juvi diversa, ma quel -25 rimediato facendosi praticamente togliere dal campo due cose dovrebbe averle spiegate sulle conseguenze di lasciare libera Brindisi di giocare la propria pallacanestro, che nonostante il talento diffuso passa in primis da una difesa che concede meno di 72 punti a gara, il miglior dato dell’intera serie A2.

Con fiducia e con un pizzico di faccia tosta, magari facendosi spingere un poco da un PalaRadi pimpante: hai visto mai che ci si possa togliere uno sfizio.

Alberto Guarneri

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