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Scherma, Kumari bronzo
alla Coppa del Mondo U17

Dopo il bronzo conquistato alla Coppa del Mondo Under 17 di Udine il 4 gennaio 2026, Payam Kumari entra ufficialmente in una delle fasi più intense e decisive della sua stagione internazionale. Un risultato che non rappresenta solo una medaglia, ma una conferma di livello in un contesto mondiale di altissimo profilo.

Alla sua prima gara del 2026, Payam ha affrontato la competizione in completa autonomia, dimostrando una maturità agonistica fuori dal comune: cinque vittorie e una sola sconfitta nel girone, poi una progressione continua nelle dirette fino alla semifinale, dove si è fermata solo contro Giulia Ferioli (Roma), a un passo dalla finale.

Il giorno successivo, il 5 gennaio, l’atleta Minervium ha rilanciato subito partecipando anche alla Coppa del Mondo Under 20, una gara con 238 atlete in pedana provenienti da tutto il mondo. Il suo risultato parla chiaro: 43ª posizione assoluta e 6ª tra le italiane Under 20, numeri che assumono ancora più valore considerando che Kumari è ancora Under 17.

Ora il calendario entra nella sua fase più impegnativa. Dal 9 all’11 gennaio 2026 Payam sarà impegnata nel Circuito Europeo Cadetti di Bratislava, una delle competizioni più selettive del panorama continentale, dove si affrontano le migliori atlete europee e dove ogni assalto pesa in modo concreto sulla classifica internazionale e sulle future convocazioni.

Subito dopo, a fine gennaio, arriverà uno degli appuntamenti più prestigiosi dell’intera stagione: la Coppa del Mondo Under 20 a Il Cairo, che porterà Payam a confrontarsi nuovamente con l’élite mondiale junior in un contesto tecnico, fisico e mentale di massimo livello.

I numeri stagionali raccontano con chiarezza ciò che si vede in pedana. Ad oggi Payam Kumari è numero 2 d’Italia Under 17 e numero 1 d’Italia Under 20 (stagionale). Non si tratta di un’anomalia, ma del risultato di una crescita costante e di una capacità rara di competere stabilmente sopra la propria categoria.

Il bronzo di Udine non è un episodio isolato, ma un altro passo dentro una traiettoria di alto livello costruita gara dopo gara, spesso contro avversarie più grandi, più esperte e più strutturate fisicamente. Bratislava e Il Cairo saranno nuove prove di verità, ma una cosa è ormai evidente: Payam Kumari non è più una promessa. È una realtà della scherma internazionale giovanile.

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