Juvi, con Forlì una vittoria
che vale doppio per la salvezza
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Il cammino è ancora lungo e tortuoso, i punti in palio sono ancora tantissimi, ma ciò nonostante è difficile pensare alla vittoria della Juvi in quel di Forlì come ad un successo come tutti gli altri. Tornare dall’Unieuro Arena con i due punti era tanto fondamentale quanto complicato, dato che si trattava a tutti gli effetti di uno scontro diretto tra due squadre alla disperata ricerca di punti.
E’ stato meno facile di quanto racconti il risultato, perché se è vero che nel finale i padroni di casa sono stati sopraffatti dal dispendio di energie precedente, è altrettanto palese che ci sia un ampio zampino juvino in questo blitz esterno, soprattutto in un secondo tempo nel quale la musica è decisamente cambiata rispetto ai primi 20’. Quasi del tutto azzerati i tanti rimbalzi offensivi concessi nella prima parte, soprattutto agli esterni, togliendo così preziosi secondi tiri a Forlì e apparecchiando la possibilità di correre in campo aperto, di certo non il terreno ideale di una squadra zeppa di over 30 come l’Unieuro. Stavolta, invece che inesperienza e ingenuità, la gioventù ha portato a un pizzico in più di freschezza in un finale finalmente ben gestito dagli oroamaranto, granitici nel concedere la miseria di 4 punti negli ultimi 5 giri di lancette.
Difesa dunque sugli scudi e coach Bechi che non può far altro che sfregarsi le mani, ma oltre alla metàcampo difensiva bisogna guardare anche dall’altra parte: 27 punti, 6 rimbalzi e 8 falli subiti per un Billy Garrett rigenerato; 19 punti con 9 rimbalzi e 3 / 4 da tre per il nuovo condottiero Kadeem Allen, che proprio contro il suo recente passato ha costruito la propria miglior prova in maglia juvina. Un fatturato di 46 punti in coppia per i due esterni a stelle e strisce, roba che raramente si è vista in questa stagione e che non a caso ha portato alla vittoria, segno che la difesa è fondamentale, ma che poi non si può fare a meno di certi punti di riferimento in attacco.
Una partita ad ogni modo da prendere con le pinze, perché la pesante assenza di Demonte Harper tra le fila forlivesi ha portato coach Martino a mischiare forzatamente le carte, proponendo spesso quintetti con tre lunghi con Masciadri da ala piccola. A proposito di lunghi, nella trasformazione del secondo tempo c’è anche l’aver preso le misure a Deshawn Stephens, un rebus nel primo tempo con la sua verticalità e la sua capacità di attaccare dal palleggio, caratteristiche poi molto ben limitate nella seconda frazione. Da sottolineare anche la tenuta emotiva, non solo nel non farsi sopraffare da quel paio di parziali di Forlì nel primo tempo che sembravano prove generali di fuga, ma anche nel non farsi trascinare in scaramucce, come quando, per esempio, il mai silentissimo Aradori ha provato a buttarla in greco-romana con Del Cadia (tra l’altro, Pietro, sicuro di farlo proprio contro Del Cadia..?).
Una vittoria che sa di ossigeno puro e che vale doppio, perché il 2-0 negli scontri diretti porta sostanzialmente a 4 i punti di vantaggio su una diretta concorrente come l’Unieuro. Guai però a pensare che sia un punto di arrivo: anzi, la speranza è che sia un punto di partenza verso una Juvi più cinica e più sicura di sé stessa.
Anche perché alle porte c’è la Valtur Brindisi, capolista lanciatissima che all’andata tolse letteralmente gli oroamaranto dal campo. Prima o poi, per scombussolare la lotta salvezza, a Panni e compagni servirà portare a casa anche uno scalpo eccellente. Hai visto mai…
Alberto Guarneri