La Cremonese vuole
ritrovare il fattore Zini
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La Cremonese ha bisogno di ritrovare il fattore Zini. Sono ormai più di tre mesi, infatti, che i grigiorossi non vincono una partita tra le mura amiche. Il cammino della squadra di Nicola finora è stato ottimo, lo testimonia la classifica, dopo un avvio di stagione che va oltre ogni più rosea aspettativa. Tornare a ottenere l’intera posta in palio tra le mura amiche sarebbe uno step in più, che potrebbe dare un’ulteriore spinta a Bianchetti e compagni. E l’occasione giusta potrebbe essere proprio il match contro il Lecce, uno scontro diretto in chiave salvezza che è vietato fallire.
L’ultimo successo allo Zini della Cremonese risale allo scorso 29 agosto. Era la seconda giornata di Serie A e, dopo lo strepitoso esordio con vittoria a San Siro contro il Milan di Allegri, arrivarono altri tre punti in casa contro il Sassuolo, al termine di un match ricco di emozioni. Dopo le reti grigiorosse di Terracciano e Vazquez, infatti, la squadra di Grosso riuscì a pareggiare nella ripresa con Pinamonti e Berardi, ma un calcio di rigore trasformato da De Luca in pieno recupero consegnò la vittoria alla Cremonese con il risultato di 3-2.
Da allora, i grigiorossi sono scesi in campo allo Zini in campionato altre cinque volte, ottenendo tre pareggi (contro Parma, Udinese e Atalanta) e due sconfitte (con le big Juventus e Roma). Dopo quello con il Sassuolo, i grigiorossi sono stati capaci di conquistare altri due preziosi successi, ma tutti e due in trasferta, prima a Marassi contro il Genoa e poi al Dall’Ara con il Bologna.
In generale, dopo le prime tredici giornate, la Cremo sta viaggiando più forte in trasferta, dove ha ottenuto tre vittorie, due pareggi e due ko per una media di 1,57 punti a partita. Il bilancio allo Zini, invece, finora è di un successo, tre pareggi e due sconfitte, per una media di un punto esatto a gara.
La squadra di Nicola per migliorare ancora di più ha bisogno di tornare a vincere nello stadio amico. Farlo in uno scontro diretto come quello contro il Lecce sarebbe il massimo.
Mauro Maffezzoni