Vanoli, Brotto mette in guardia:
"La sosta azzera tutto"
Lunedì alle 17:30, la Vanoli Cremona affronta l'Openjobmetis Varese. Coach Brotto sottolinea l'importanza di mantenere la propria identità per ottenere punti vitali.
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La lunga sosta ha rallentato il ritmo del campionato, non però il peso della prossima sfida. Lunedì 8 dicembre, alle 17:30, la Vanoli Cremona ritroverà il PalaRadi per affrontare l’Openjobmetis Varese in un confronto diretto che vale equilibrio, conferme e punti pesanti. Coach Pierluigi Brotto, in conferenza stampa pre partita, mette subito il focus sulla natura dell’avversaria e sulla necessità di ripartire con la stessa identità che ha segnato il cammino cremonese fino a oggi.
“Ritroviamo il campionato dopo una lunga sosta e incontriamo una squadra che lotta per i nostri stessi obiettivi – ha spiegato il tecnico – Il roster di Varese è fatto di giocatori atletici e dinamici: la loro pallacanestro è velocità, dinamismo e 1 contro 1. Per performare contro di loro dovremo essere molto attenti a limitarne le caratteristiche individuali”. La chiave, per Brotto, è chiara, contenere l’iniziativa sul primo passo per non permettere la creazione di tiri aperti: “Se saremo bravi a tenere l’uno contro uno, saremo anche bravi a essere meglio accoppiati coi loro tiratori. E contro un eventuale small ball, sia in attacco sia in difesa, potrebbero esserci passaggi decisivi. Giochiamo in casa contro una diretta avversaria. Dobbiamo essere estremamente concentrati, attenti e determinati per fare la miglior partita possibile”.
Il mercato di Varese ha aggiunto due pedine importanti, ma per Cremona il piano non cambia: “Per noi non cambia nulla. Varese si è rinforzata prima con Iroegbu e adesso con Stewart, che aggiungono aggressività nell’attaccare il ferro e fisicità. Probabilmente hanno sistemato le rotazioni perché Stewart è più una guardia che un playmaker. È un giocatore aggressivo che dà loro qualcosa che forse mancava. È un grande boost per loro: nuovo giocatore, voglia di mostrare… dobbiamo alzare il nostro livello di attenzione e determinazione”.
Negli ultimi turni la crescita dei giovani italiani di Brotto è stata evidente, tanto da generare le prime contromisure avversarie: “Contro Brescia, una squadra estremamente intelligente, ho visto questo adattamento. Bisogna capire se anche le altre sapranno imbrigliarci – ha osservato – Mi auguro che anche noi possiamo evolvere il nostro gioco e maturare una pallacanestro più solida sui due lati del campo”.
Varese arriva da sette sconfitte nelle ultime otto gare, un dato che potrebbe incidere, ma per Brotto, però, la sosta azzera tutto: “Se non ci fosse stata la sosta avrei risposto diversamente. La sosta è uno 0-0 generale, anche per noi. Per loro queste sconfitte sono distanti: potrebbe essere la partita della rinascita e dobbiamo stare attenti”.
La preparazione, in casa Vanoli, è stata improntata soprattutto al recupero dell’impatto agonistico. “Più che una preparazione tattica, ci siamo concentrati sul ritrovare un impatto importante. Dovevamo recuperare feeling con la nostra identità. Ci siamo fermati per staccare completamente la spina. Ora dobbiamo tornare sui binari del campionato, far fruttare la sosta e avere la mente fresca per performare”.
Il tecnico ha risposto anche a una domanda sulla delicata situazione di Trapani: “È difficile commentare senza conoscere gli elementi. È molto spiacevole per i colleghi e per l’immagine del campionato. Mi auguro che si risolva”.
Capitolo nazionali: Casarin e Grant sono tornati da un’esperienza intensa, chiusa con una storica vittoria in Lituania. Brotto non ha nascosto la soddisfazione: “Dopo la prima partita li ho chiamati: avevano giocato una buona gara, sia Davide che Sasha. Ho detto loro di continuare con entusiasmo e faccia giusta, senza abbattersi. Sono orgoglioso di loro. Ho dato a Davide un paio di indicazioni su come stava tirando e attaccando; con Sasha abbiamo fatto lo stesso, riportando il lavoro che facciamo quotidianamente in palestra”.
Infine, il punto sull’infermeria: “Stanno tutti bene. C’è stato un mal di pancia… ma di un pomeriggio” ha sorriso il coach.
Cristina Coppola