Juvi, ultimo sforzo del trittico
a Milano per ripartire
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Nell’ambito della visita di tutto il gruppo squadra della Juvi Cremona nello stand Ferraroni nelle Fiere Zootecniche Internazionali di Cremona, coach Bechi ha presentato l’ultima tappa di un trittico complicato: la trasferta sul parquet dell’Urania Milano, sabato alle 20.30 all’Allianz Cloud. Una gara che arriva al termine di una settimana densa, ma che per l’allenatore dei gigliati non può diventare un alibi. L’obiettivo resta uno: stare dentro la partita e continuare a crescere.
La preparazione parte da una certezza tecnica. L’Urania ha vissuto un avvio complesso, segnato dall’infortunio di Andrea Amato, “uno dei giocatori cardine della squadra avversaria”, rientrato solo da un paio di partite. Contestualmente è cambiato l’assetto interno con l’uscita di Gamble e gli innesti di Rogic e dell’ex Juvi Alessandro Morgillo. Per Bechi la struttura milanese poggia su due riferimenti chiari: Kevion Taylor, “un giocatore da rendimento costante, uno scorer di primo livello”, e Alessandro Gentile, fin qui tra alti, bassi e due giornate di squalifica. “La sensazione è che siano stati un cantiere aperto. Adesso, con il rientro di Amato, c’è quantomeno un assetto definitivo”.
La Juvi arriva da Livorno, dove ha giocato una gara solida contro una delle formazioni più accreditate della A2. Una partita che ha lasciato segnali concreti, più del risultato: “Ho voluto sottolineare ai ragazzi che sono stato fiero del loro modo di giocare – ha spiegato Bechi -. Siamo stati intensi, abbiamo ribattuto colpo su colpo. Ci hanno progressivamente piegato ma non spezzato. Siamo stati avanti per 25 minuti, poi l’antisportivo di Bartoli ha cambiato un po’ l’inerzia. Ma siamo tornati a -6 dopo essere finiti a -15. Una buona prestazione”.
Da qui riparte il focus sul presente: alzare il livello, indipendentemente dall’avversario: “Nelle ultime due partite c’è stata una crescita, pur nelle sconfitte. Dobbiamo assorbire gli alti e i bassi e presentarci domani con la stessa faccia che abbiamo avuto a Livorno”.
Il calendario non dà tregua: terza trasferta consecutiva, energie da gestire, recuperi da monitorare. Bechi però protegge il gruppo da ogni attenuante. Gli avversari hanno rinviato la sfida precedente e arrivano più freschi, ma per la Juvi non deve fare differenza: “Non deve essere un alibi. Anzi, deve essere un’occasione per noi per aver mantenuto il ritmo partita. Non possiamo controllare il calendario, possiamo controllare solo il modo di prepararci e competere”.
Capitolo condizioni: fari su Edoardo Del Cadia, da valutare fino all’ultimo: “Convive da tempo con un up and down notevole. Lo valuteremo pochi istanti prima della gara”. Sta meglio Tommaso Vecchiola, sempre più inserito, e anche Alessandro Panni ha assorbito la distorsione alla caviglia. Il resto si capirà “alla palla a due”, dopo sette giorni con tre partite.
Sulla classifica Bechi resta lucido: “Le partite sono 38, ne abbiamo giocate 14. Parlare di gare fondamentali è prematuro. Sono partite importanti, pesanti contro le dirette rivali, ma dobbiamo affrontarle una alla volta”.
Il tecnico chiude con un punto chiaro, continuità: “Il focus è mantenere per 40 minuti quello che siamo. La continuità è la cosa più difficile, quella che ti fa fare uno step. Crescere significa prove, errori, cadute. Ma quando sei competitivo ogni partita, alla lunga il risultato lo porti a casa”.
Cristina Coppola