Volley

Casarotti, Tommasini
e Morandi a "Sottorete"

Nel ledwall Morandi, in studio Casarotti e Tommasini

Come ogni martedì su CR1 va in onda il talk dedicato al volley femminile “Sottorete”. Insieme a Lorenzo Scaratti, Martina Casarotti (palleggiatrice Fantini Folcieri Ostiano), Giorgia Tommasini (libero della Trasporti Bressan Offanengo) e Martina Morandi, libero della Volleyball Casalmaggiore.

Martina Casarotti ha parlato della situazione palleggiatrici in casa Ostiano. Con Zorzetto out per tutta la stagione e Bottarelli sulla strada del recupero, ad oggi è l’unica regista della squadra: “Siamo in una situazione complicata con gli infortuni, non è facile perché per ora sono l’unico palleggio titolare e non è facile in partita così come durante gli allenamenti. Riuscire a dare continuità non è così semplice, però stiamo lavorando sodo e adesso piano piano sta rientrando anche l’altro palleggio Elena Bottarelli, ancora un po’ e riusciremo ad allenarci meglio, anche se comunque stiamo dando sempre il 100% nonostante gli infortuni e le difficoltà”.

Giorgia Tommasini, libero di Offanengo, ha ripercorso l’inizio di stagione che l’ha vista titolare a causa stop della compagna Di Mario: “E’ stato un momento inaspettato perché era stata una notizia proprio all’ultimo, però mi sono divertita. Mi sono sentita aiutata soprattutto dalle mie compagne, dallo staff e diciamo che è stato un bell’inizio nonostante la sconfitta. È stata una bella esperienza, giocare la prima partita in casa da titolare è indimenticabile”.

Martina Morandi, libero di Casalmaggiore, ha raccontato del suo ruolo nella fondazione Morandi, creata dai genitori e in prima linea anche con lo sport: “La Fondazione lavora in tre ambiti: sociosanitario, sportivo e scolastico, lo sportivo riguarda un po’ anche me perché diamo una mano anche alle ragazze dislessiche, come la sottoscritta. Ho sempre fatto fatica a orientarmi in campo o comunque a capire le spiegazioni dei coach. I miei genitori hanno trovato una bella idea e ora il nostro obiettivo è quello di creare un protocollo scientifico che aiuti sia gli atleti che gli allenatori a trovare le proprie strategie con ragazzi dislessici. La dislessia non è un problema, non è una malattia, anzi noi definiamo la nostra condizione come avere dei “superpoteri” delle strategie che ci permettono di far tutto”.

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