Cremonese

Colonnese: “La Cremonese mi piace,
sbagliai ad andarmene in quel modo”

"Ciccio" Colonnese
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Francesco Colonnese, detto “Ciccio”, ex giocatore della Cremonese, ma anche di tante altre grandi del calcio italiano, tra cui la Roma, prossima avversaria dei grigiorossi, è intervenuto ai microfoni di CR1, nel corso della trasmissione “Il Grigio e il Rosso”, appuntamento fisso del lunedì sera alle 21, sul canale 19. Di seguito le sue dichiarazioni.

Che match dobbiamo aspettarci tra Cremonese e Roma?
“La Cremonese dovrà fare tesoro della sconfitta in casa con la Juve, dove ha fatto un grande secondo tempo, ma ha pagato qualche errore di concentrazione nel primo. La Cremo è sempre stata in partita e negli ultimi minuti avrebbe anche potuto pareggiare. I grigiorossi sono solidi, una squadra che può contare su Vardy davanti, ma anche su Sanabria, attaccante che gioca per la squadra, speriamo Cremona gli porti bene per rilanciarsi”.

Come valuti le prime 11 giornate della Cremo in A?
“Mi è piaciuta molto, ha avuto un impatto positivo con la Serie A, con la testa giusta, sapendo che devi combattere, sbagliando il meno possibile. La Cremonese fino ad oggi mi è sempre piaciuta, è sempre stata squadra. Una squadra difensivamente solida, con aggressione sugli avversari, costruita e allenata bene. Cremona ha un pubblico meraviglioso, lo stadio sembra all’inglese, deve continuare ad avere queste motivazioni”.

E invece cosa pensi della Roma?
“La Roma è una squadra di Gasperini. Sono squadre che corrono, combattono, che lottano fino alla fine. Bisogna giocare con la stessa determinazione. Servirà soffrire, ma anche rispondere. La Roma davanti gioca soprattutto con Soulé, fino ad oggi non ha avuto una prima punta di alto rendimento. Dietro ha giocatori fisici ma che concedono, visto il pressing alto. La Cremonese deve far correre i difensori avverarsi in profondità”.

Che ricordi hai di quella Coppa Anglo-Italiana conquistata nel 1993 con la Cremonese?
“Momenti fantastici, una squadra che aveva velocità e difesa solida. Avevamo Verdelli che ci comandava, Turci tra i pali, sugli esterni andavamo forte, in mezzo al campo Nicolini faceva da geometra, mentre Maspero e Cristiani sapevano fare tutto da interni. Davanti avevamo qualità e potenza. Non si vince a caso, era una squadra forte, costruita bene, che ha secondo me meritato ampiamente quella vittoria”.

Avete fatto vivere a Cremona una favola nei primi anni ‘90, com’era il tuo rapporto con Simoni, Favalli e la città?
“Mi è dispiaciuto andare via in quel modo da Cremona, ho ascoltato i consigli errati, ho sbagliato. Mi sono fatto prendere in quel momento da altri discorsi. Sono rimasto fino all’ultimo senza firmare con altre squadre, il cuore voleva rimanere a Cremona, Luzzara, Simoni e Favalli meritavano che io rimanessi. A Cremona ho ricordi bellissimi, spero che la Cremonese si salvi, per me tutto è partito da lì. In quel momento avrei dovuto firmare, non avrei dovuto aspettare pensando che mi volessero Milan, Inter, Juve o Fiorentina. Luzzara poi si innervosì e non volle più trovare un’intesa, giustamente. Cremona fa benissimo ai giovani, la consiglio a tutti, si cresce bene, c’è un grande ambiente, puoi girare per strada senza problemi, ti alleni con tranquillità e puoi giocare a calcio con un rendimento elevato

Che peso ha avuto Cremona nella tua carriera? Vedi qualcuno di questa Cremonese che possa arrivare in grosse piazze?
“La Cremonese in mezzo al campo ha comprato giocatori validi, molto bravi. Audero è una certezza, come i difensori. Penso che stiano facendo bene, come tutta la squadra, che allena benissimo. Con Davide Nicola abbiamo giocato insieme a Siena e abbiamo preso insieme il patentino da allenatore. E’ una persona preparata, che ha fatto la gavetta, a Cremona è partito molto bene, la piazza lo sta aiutando, così come la famiglia Arvedi, c’è una società importante e solida”.

Simone Guarnaccia

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