A tu per tu con F. Mussolini:
“Nazionale? Un sogno”
E’ uno dei giocatori italiani più promettenti dell’intero campionato. Romano Floriani Mussolini è stato un grande colpo estivo della Cremonese: dopo un ottimo campionato in B con la maglia della Juve Stabia, l’esterno è alla prima stagione in Serie A. Proprio Floriani Mussolini è stato ospite della rubrica “A tu per tu”, nel corso della trasmissione “Il Grigio e il Rosso”, in onda ogni lunedì su CR1, canale 19.
Sei alla prima stagione in Serie A: con quale entusiasmo la stai affrontando e quali sono le tue impressioni sul livello del campionato dopo le prime 6 giornate?
“Questa è sicuramente una categoria diversa da quella della passata stagione, le differenze maggiori sono intensità e margini di errore, perché appena sbagli qualcosa in Serie A ti puniscono. Però fino ad ora tutto bene, sia a livello personale che a livello collettivo con la squadra”.
Quanto è stato emozionante per te l’esordio contro il Sassuolo? Tra l’altro sei stato anche grande protagonista di quella sfida.
“Ripensarci fa sempre un bell’effetto, è stata un’emozione fortissima, non lo dimenticherò mai perché era il mio sogno fin da bambino. Poi sono molto contento per com’è andata, perché l’esordio mi ha portato anche alla vittoria della squadra, che era la cosa fondamentale, quindi ho e avrò per sempre un bellissimo ricordo”.
Contro l’Inter invece è arrivato l’esordio dal primo minuto, nella splendida cornice di San Siro: come l’hai vissuto? Quanto è stato difficile affrontare giocatori che fino a qualche mese prima avevano disputato una finale di Champions?
“Anche questa è stata una grande emozione, purtroppo non è andata come speravamo. Credo che comunque questa partita a me sia servita molto, perché mi sono fatto un’idea del mio obiettivo. Tutti abbiamo visto il livello dell’Inter, penso che quello sia il livello da raggiungere, sia personale che di squadra. Questo è stato il lato positivo della partita”.
In Italia si parla spesso del percorso dei giovani talenti: tu a 22 anni sei arrivato nella massima serie grazie a un processo di crescita nel “calcio dei grandi”, tra Serie B e C. Quanto è stato importante affrontare le diverse categorie per arrivare in A?
“Il mio percorso è stato molto graduale, dopo la Primavera ho fatto la C col Pescara, la B con la Juve Stabia e poi mi sono trovato qui. Penso che ogni anno sia fondamentale, a volte penso che forse avrei potuto fare qualcosa prima, invece ora è il momento giusto per affrontare la categoria e magari se avessi fatto qualche step prima avrei fatto il passo più lungo della gamba”.
Ci pensi mai, anche solo come sogno, alla Nazionale?
“Onestamento non ci penso, per ora più che un obiettivo è un sogno, però il futuro non so cosa possa riservare. Io lavoro prima per la Cremonese, per guadagnarmi il mio spazio e la fiducia del mister qui, poi quello che verrà, verrà. Se dovesse accadere sarebbe un’emozione incredibile, un sogno”.
Il mister, nonostante tu sia un esordiente, ti ha spesso utilizzato anche come arma a gara in corso. Che rapporto hai con lui e quanto è importante sentire fiducia?
“Ho un bel rapporto col mister, cerco di migliorare e ascoltare quello che mi dice a ogni seduta di allenamento. Sono contento della fiducia che mi sta dando, io cerco di ripagarla giorno dopo giorno”.
A livello di squadra, siete reduci da una sconfitta, ma l’avvio possiamo definirlo comunque più che positivo: ci fai un bilancio di questa partenza della Cremo in A?
“Il morale della squadra non è cambiato dopo la partita, noi useremo questa sconfitta contro l’Inter come una motivazione in più, ora abbiamo capito il livello qual è e lavoriamo per la partita contro l’Udinese”.
La Cremonese l’hai affrontata più volte nella passata stagione: che idea ti eri fatto e che ambiente hai trovato?
“L’anno scorso l’ho affrontata sia in campionato, sia ai playoff. Già giocandoci contro avevo capito il livello della squadra, dei singoli e dell’organizzazione. Mi hanno fatto molta impressione e hanno meritato la vittoria in finale contro lo Spezia. Qui sto trovando tutto quello che mi serve per crescere, a partire dallo staff, a chi lavora al centro sportivo, abbiamo veramente tutto e l’ambiente è perfetto per me”.
Fuori dal campo, come stai vivendo la città di Cremona e il rapporto con i tifosi?
“Mi piace molto Cremona, è una città tranquilla, perfetta per noi calciatori. Con i tifosi ho un rapporto bellissimo, a me piace quando mi fermano per parlare”.
Per un giovane emergente come te, quanto è importante avere la possibilità di vivere ogni giorno giocatori di esperienza? Ovviamente cito Jamie Vardy…
“Per noi giovani è quasi fondamentale, noi possiamo solo apprendere. Anche se il ruolo è diverso si prova sempre a rubare con l’occhio un gesto tecnico, o come lavorano. Per noi giovani avere dei punti di riferimento all’interno dello spogliatoio è fondamentale”.
Alla Cremonese con chi hai legato di più?
“Ho legato veramente con tutti, ho un rapporto fantastico con tutti, specialmente con i miei compagni di ruolo: Barbieri, Zerbin e Pezzella. Ho un ottimo rapporto con tutta la squadra, anche con gli stranieri visto che parlo inglese, non ho problemi a parlare con loro”.
Che gruppo è nato all’interno dello spogliatoio?
“Il gruppo è fantastico, questo è un nostro punto forte. Alla fine se hai un gruppo importante, fatto di persone serie e con legami d’amicizia, sono cose che ti ritrovi anche in campo”.
Vediamo sempre allo stadio tua mamma in tribuna: quanto è importante per te avere il supporto della famiglia?
“E’ importantissimo, i miei cercano di venire sempre, fa sempre effetto vedere i propri familiari in tribuna, anche in stadi come San Siro e in partite di Serie A. Personalmente mi fa sempre piacere quando vengono”.
Hai degli hobby in particolare extra campo?
“Mi piace molto la musica, poi fuori dal campo quando magari ho il giorno libero, cerco sempre di rilassarmi, sono più un tipo da passeggiata con la ragazza, con il cagnolino, lo preferisco all’andare a ballare. Cerco di sfruttare il tempo libero per il relax, per stare con la mia famiglia”.
Simone Guarnaccia