Basket

Burns, Jones e Willis: "Essere qui
dall'inizio farà la differenza"

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A Carisolo, nel cuore del ritiro pre-campionato, la Vanoli ha scelto un momento di grande significato per presentare i tre giocatori confermati: Payton Willis, Tajion Jones e Christian Burns. Un gesto simbolico, che testimonia la volontà di dare continuità al progetto e valorizzare le scelte fatte nella seconda parte della scorsa stagione. A fare gli onori di casa, nella sua villa trentina, è stato il presidente Aldo Vanoli, accolto da un clima disteso ma carico di aspettative.

“È stato bello riuscire a confermarli – ha detto con tono affettuoso il presidente -. Ma è stato ancora più bello che abbiano voluto restare. Sono contento e felice che siano rimasti in famiglia, è la miglior partenza possibile per questa nuova avventura”.

I motivi del loro ritorno, in fondo, si intrecciano e si completano. Per Payton Willis, la scelta è stata naturale: “Mi è piaciuto giocare per Gigi e insieme a questi due ragazzi. Tornare è stata un’opportunità che ho voluto cogliere con entusiasmo”. La possibilità di vivere una preseason completa, a differenza della scorsa annata, è un elemento non secondario: “Ci sono stati molti cambiamenti in corsa. Stavolta possiamo costruire tutto insieme, fin dall’inizio”.

Christian Burns ha anche sottolineato quanto abbia contato la solidità dello staff e la presenza di Luca Vitali: “Conosco Luca dai tempi di Brescia. Tornare qui, con uno staff familiare e un club che ti fa sentire importante, è stato facile. Anche il presidente è speciale. E poi ho scritto subito a Tajion e Payton quando ho saputo che restavano. Era un segnale fortissimo”.

Per Jones, la seconda stagione in Vanoli è il proseguimento naturale di un percorso di crescita. “Sì, l’anno scorso ho avuto alti e bassi, ma ho imparato tanto. Quest’anno voglio essere più costante. Coach Brotto mi chiede di essere un riferimento in difesa, ed è quello su cui mi sto concentrando”.

C’è anche spazio per una battuta leggera per Jones perché a quanto pare la sua conferma avrebbe fatto felici molte tifose. Sorride: “No, non lo sapevo… ma è sempre bello ricevere questo tipo di supporto”.

Più serio il passaggio sull’importanza del gruppo e della chimica di squadra, un concetto ricorrente in tutti e tre i giocatori. “Abbiamo una squadra giovane, affamata, con tanti italiani che vogliono dimostrare il proprio valore – ha detto Burns -. Sono curioso di vedere cosa riusciremo a costruire. Penso che possa essere un anno interessante e divertente”.

Sul livello del campionato, Burns non si sbilancia, ma è chiaro: “Ogni anno la Serie A si alza di livello. Ho visto buoni acquisti in diverse squadre. Sarà una stagione tosta, come sempre“. E sul possibile duello con Cantù – la sua ex squadra – non si nasconde: “Spero che ogni volta possiamo batterli. Ma nessun rancore, è andata così”.

Willis non si sbilancia sul proprio ruolo all’interno del gruppo: “Non so se il roster è stato costruito attorno a me. Ma so che siamo un bel gruppo. Ho fiducia nei miei compagni e voglio dare il massimo nel ruolo che mi sarà chiesto”.

Quando si chiede chi sia il più estroverso dello spogliatoio, Payton sorride e indica Tajion. “Al momento è lui. Ma è ancora presto per dirlo, ne riparliamo più avanti…”.

La sensazione, netta, è che la Vanoli abbia fatto una scelta chiara: puntare su chi ha già dimostrato di credere nel progetto, valorizzando la chimica e la coesione, oltre le individualità. “Capitano e i suoi favolosi ragazzi?”, si scherza a fine conferenza. Il clima è sereno, la voglia di ricominciare evidente. Ora tocca al campo.

Cristina Coppola
Inviata a Carisolo (TN)

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