L'esempio di Nicolò: cade, ma
dice all’arbitro che non è rigore
Il gesto di Fair Play è avvenuto durante Esperia-Soresinese: con il risultato in bilico, il giovane gialloblù ha spiegato al direttore di gara di non aver subito fallo
La lezione arriva dai più piccoli, ma è anche specchio di una cultura societaria, quella dell’Esperia, che si ispira al modello Atalanta, ma che ci mette molto del proprio.
L’episodio in questione è accaduto sabato scorso, durante il match di Under 14 tra i gialloblù e la Soresinese: sul punteggio di 1-0 viene assegnato un rigore per fallo su Nicolò Vacchelli dell’Esperia che, invece di esultare, si alza e dice all’arbitro di essere caduto da solo facendogli cambiare decisione.
Un gesto che asssume ancora più valore considerato che la gara è stata tutt’altro che scontata per la compagine cremonese che al triplice fischio si è imposta 2-0.
“È stato un bel gesto – ha detto il presidente Marco Sassano -, è quello che chiediamo. È un discorso che facciamo a tutte le squadre: se vinciamo i campionati bene, ma è il comportamento che viene al primo posto, dentro e fuori dal campo. Spingiamo su questo aspetto sin da quando sono piccoli, ma vale anche per la prima squadra che, nella passata stagione, ha vinto la Coppa Disciplina”.
Sassano poi sottolinea: “Siamo una società affiliata Atalanta e cerchiamo di portare anche qui quello stile. Credo che siamo sulla buona strada, purtroppo spesso si vedono nei campi di provincia, o meglio, fuori dai campi, qualche scena non bellissima. Noi nel complesso andiamo bene, sia con i genitori che con i ragazzi non abbiamo avuto epsiodi spiacevoli”.
Mauro Taino