Calcio

Sportivamente, Zambrotta a Crema: “Più spazio ai giovani per rilanciare l’Italia”

L’ex campione del mondo 2006 ospite a Crema: “Lo sport è fondamentale per la crescita dei ragazzi. Servono più opportunità per i giovani italiani”

Zambrotta ai microfoni di CR1
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Tra gli ospiti più attesi di “Sportivamente”, il festival dello sport della città di Crema, c’era anche Gianluca Zambrotta, campione del mondo con la Nazionale italiana nel 2006. Davanti a una Piazza Duomo gremita, l’ex terzino azzurro ha affrontato diversi temi legati al mondo dello sport e del calcio, dall’importanza dell’attività sportiva nella crescita dei più giovani fino alle difficoltà della Nazionale maggiore e al futuro del movimento calcistico italiano.

Quanto è importante lo sport per la crescita dei più giovani?
“Lo sport in generale, non solo il calcio, aiuta a creare il carattere, a formarlo, a capire come stare con gli altri, all’interno di un gruppo o di una squadra. Lo sport a livello giovanile è fondamentale, importantissimo per la crescita dei bambini e delle bambine. Tutti gli sport devono essere insegnati da professionisti. È importante anche chi insegna le pratiche sportive ai nostri ragazzi e alle nostre ragazze”.

Negli ultimi anni le Nazionali giovanili italiane hanno ottenuto risultati importanti. Cosa manca per replicarli anche nel calcio dei grandi?
“A livello giovanile le nazioni azzurre hanno sempre fatto grandi risultati negli ultimi anni, quindi non è vero che manca il talento. C’è però una grande dispersione quando si passa dall’ultima parte del settore giovanile, la Primavera, alla prima squadra. L’Under 23 è sicuramente un aspetto importante, perché consente di far giocare i giovani talentuosi, ma non basta. Bisogna farli giocare di più, servono allenatori che credano nel talento dei giovani e che soprattutto li facciano scendere in campo per emergere. Serve anche trovare una soluzione per far giocare più italiani, perché ne risente anche la Nazionale”.

Sono iniziati i Mondiali. Come vive questa competizione senza la presenza dell’Italia?
“Non è solo questo Mondiale, sono ormai tre i Mondiali senza l’Italia. È una bellissima competizione, ricca di storia e di emozioni per quello che ha saputo regalare negli anni. È un peccato non esserci, ma bisogna ripartire dalla prossima stagione, con l’elezione del presidente federale e con il nuovo commissario tecnico. Bisognerà lavorare e permettere ai giovani di talento di giocare di più, anche rispetto agli stranieri dello stesso livello. Oggi vedere un Mondiale senza l’Italia è un dispiacere enorme. Speriamo che nei prossimi quattro anni si riescano a far crescere giovani talenti e a tornare protagonisti, conquistando la qualificazione”.

L’intervento di Zambrotta ha riscosso grande interesse da parte del pubblico presente, che ha seguito con attenzione le riflessioni dell’ex campione del mondo sul futuro del calcio italiano e sul valore educativo dello sport.

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