La Fortitudo Bologna mantiene il dominio al Pala Dozza e la Juvi è sconfitta 73 a 62
La Juvi offre una buona prestazione, ma la Fortitudo, con un Sarto in gran forma, conquista la vittoria. Domenica si torna al PalaRadi con Roseto
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La Juvi lotta a Bologna, ma la Fortitudo fa valere la legge del Pala Dozza: nel turno infrasettimanale gli oroamaranto tengono botta per 35’ sul parquet delle Aquile, ma un Alvise Sarto on fire indirizza la gara sul 73-62 finale. Un ko che, in ottica playin, fortunatamente non compromette nulla, visto il turno di riposo dell’Urania e le sconfitte di Torino e Mestre.
Avvio intenso, ma da ambo le parti manca precisione in attacco. A sbloccare la gara dopo circa 2’ è Sarto con il viaggio in lunetta e il tiro dalla media, con Anumba che va al ferro a difesa schierata per il 6-0 Effe. Del Cadia rompe il digiuno gigliato con un bel taglio nel pitturato e Allen dà ossigeno da sotto, ma Bologna alza le percentuali e vola sul 14-4 in un amen. Timeout obbligato di Bechi, che trova il gancio di Barbante e la bomba del grande ex Panni (omaggiato di una sciarpa nel prepartita), ma i padroni di casa tengono a distanza gli oroamaranto con la bomba di Guaiana. La Juvi si aggrappa alla difesa e dopo aver forzato i 24’’ nella propria metàcampo, trova due triple consecutive per il -3. Proprio quando l’inerzia sembra girare, Sorokas chiude il primo quarto con il viaggio in lunetta e con il tap-in sulla sirena dopo un capolavoro difensivo di Anumba (22-15, con 7 sanguinose perse oroamaranto).
Pronti, via e bomba di Allen. Sarto risponde, Bortolin pure per il 24-20 al 12’. E’ un buon inizio, ma nei due possessi successivi arrivano lo 0/2 di Allen e il contropiede divorato da Allinei, con Sarto che di nuovo ringrazia e scrive il +6. Caja butta nella mischia De Vico, che di mestiere guadagna il terzo fallo di Allinei, con Perkovic che spara dalla lunga per il 31-24 al 16’. Dopo quasi 18’ di silenzio ne arrivano 4 in fila (e d’autore) di Garrett e si sente profumo di sfuriata da parte di Billy, ma la bomba successiva va sul ferro e due leggerezze difensive di squadra costano altrettante triple da parte di Fantinelli e Sarto, con il gap juvino che tocca la doppia cifra (38-28). Vecchiola guadagna e trasforma due liberi che sanno di ossigeno puro, ma la Effe è in gas e con un’altra bomba di Guaiana e i liberi di Fantinelli va negli spogliatoi sul +13 (43-30). 11-2 in 90’’ per i padroni di casa e la ritrovata mano dalla distanza è un brutto affare per la Ferraroni.
E’ una bella Juvi alla ripresa delle ostilità, con Garrett e un ottimo Barbante a piazzare subito un benaugurante 7-2. Oltre alle percentuali piace anche il nuovo piglio difensivo juvino, anche se Sarto dalla distanza spegne un po’ gli entusiasmi. Vecchiola tuttavia con personalità risponde con la stessa moneta, ma Della Rosa si iscrive alla gara da tre con il missile del 51-40 al 26’. Bortolin ci mette una pezza con il gioco da tre punti, ma Bologna trova anche soluzioni fuori dallo spartito con Moretti e, soprattutto, a rimbalzo fa la voce grossa, apparecchiando il 60-46 dell’ultimo riposo.
Un parziale servirebbe come l’aria e Barbante prova a propiziarlo con la tripla, ma Sarto è un uomo in missione: 8 punti in fila, seguiti dal layup di potenza di Sorokas, che allo scoccare del 35’ riscrive il massimo vantaggio delle Aquile (70-54). Timeout Bechi, ma serve qualcosa di molto simile ad un miracolo. Purtroppo per i gigliati, la Fortitudo non è in vena di regali, a maggior ragione dopo la sberla presa a Cividale, e chiude senza rischi sul 73-62.
Una cosa è certa: non è una Juvi con la pancia piena, ma stasera dall’altra parte c’era una Effe che non è lì in alto per caso. Magari a corrente alternata, ma sempre con la giocata giusta a portata di mano, specialmente in una serata in cui Sarto timbra un 25+7 rimbalzi con 9/10 dal campo. Se al Pala Dozza hanno perso solo in volata con Pesaro, un motivo ci sarà pure.
Non è di certo un dramma perdere a Bologna con la salvezza in tasca e lottando, soprattutto in un infrasettimanale benevolo. Si riprende domenica al PalaRadi contro Roseto. Se si vogliono coltivare ambizioni, di risultato possibile ce n’è solo uno.