Bomba carta in campo: ai domiciliari l'ultrà interista arrestato dalla polizia di Cremona
"C'è il rischio che possa commettere altri reati dello stesso genere per la sua incapacità di contenere i propri impulsi"
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Ha causato un “grave pericolo per l’incolumità dei giocatori e delle altre persone presenti sugli spalti” e c’è il rischio che possa commettere altri reati dello stesso genere per la sua “incapacità di contenere i propri impulsi“. Lo scrive la gip di Milano Giulia Marozzi nell’ordinanza con cui ha convalidato l’arresto differito e disposto la custodia cautelare ai domiciliari per l’ultrà 19enne della curva interista finito in carcere tre giorni fa per aver lanciato il petardo che, il primo febbraio, ha stordito il portiere Emil Audero durante Cremonese-Inter. Lo riporta l’Ansa.
“Chiedo scusa ad Audero, alle due società e a tutti i tifosi“, aveva detto il giovane nell’interrogatorio di ieri, assistito dall’avvocato Mirko Perlino. L’ultrà, come si legge nell’ordinanza, ha dichiarato anche di “aver lanciato non una bomba carta, ma un petardo che si era procurato nel mese di dicembre a Napoli tramite un amico”. E ha precisato di averne ordinati circa una trentina. Si è detto dispiaciuto e ha chiarito che non aveva intenzione di raggiungere il portiere, né di fare male a qualcuno.
Il pm Francesco Cajani aveva chiesto proprio i domiciliari per l’imputazione di lancio di materiale pericoloso in occasione di manifestazioni sportive. Ora il fascicolo sarà trasmesso ai pm di Cremona, titolari delle indagini che proseguono per individuare i responsabili anche di altri lanci di petardi effettuati poco prima dell’inizio del match.
L’avvocato Mirko Perlino ha già depositato ricorso al Riesame contro la misura dei domiciliari, ritenendola troppo afflittiva. L’imputazione a carico del 19enne è aggravata dal fatto di aver “causato la sospensione della manifestazione sportiva“. Il gip ricorda che Audero, dopo la “violenta esplosione“, si era “accasciato al suolo manifestando evidenti segni di stordimento”. Attraverso le analisi dei filmati di sorveglianza e il controllo delle registrazioni dei documenti all’ingresso dello stadio, gli investigatori della Digos di Cremona sono arrivati ad individuare l’ultrà.