Bechi: “La prestazione più solida
da quando sono alla Juvi”
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Non è solo una vittoria è il segnale di una squadra capace di grandi imprese. La Ferraroni Juvi Cremona supera la capolista Brindisi 72-61, lo fa con una prova di squadra di altissimo livello e consegna a Luca Bechi, alla centesima panchina in oroamaranto, una serata da ricordare. Nella conferenza stampa post partita la soddisfazione del coach è palpabile.
“Ci voleva una grande prestazione e ci voleva grande umiltà – ha esordito Bechi -. Avevamo chiesto una grande abnegazione difensiva perché Brindisi ha talenti e giocatori di categoria superiore. Dovevamo tenerli lontani dal canestro, abbassare le percentuali, rompere la loro fluidità e far perdere fiducia ai riferimenti offensivi. Da quando sono qui è stato sicuramente l’effort difensivo più grande che abbiamo fatto. Ogni volta che eravamo un filo meno pronti o meno concentrati prendevamo un tiro da tre. Questo dice il valore degli avversari e rende ancora più importante il lavoro fatto”.
Un lavoro collettivo, senza eccezioni: “È stato un lavoro di squadra eccezionale, fatto per 40 minuti – ha rimarcato Bechi -. Se guardate dal primo all’ultimo giocatore del roster, tutti si sono impegnati per portare a casa questi due punti. Sono punti pesanti, importanti, perché nel girone di ritorno la classifica si muove e per avanzare servono anche vittorie importanti. Oggi lo abbiamo fatto. Brindisi fa un altro campionato, ma questa è una vittoria pesante. Per crescere in classifica devi anche fare vittorie inaspettate. Ora dobbiamo continuare così e lavorare in questa direzione”.
La serata ha avuto anche un valore simbolico, per la centesima panchina del coach con i gigliati: “Direi che l’abbiamo festeggiata nel modo migliore. Forse, senza forse, è la prestazione più solida da quando sono qui”.
Dal punto di vista tattico, il piano è stato chiaro fin dall’inizio: Questo campionato ci ha insegnato che più forti sono gli avversari, più devi concentrarti sull’uno contro uno – ha spiegato ancora il coach – Abbiamo cercato di non farci battere sul primo passo e di non concedere linee di passaggio interne. Copeland e Francis sono stati tenuti uno contro uno, i lunghi anticipati, e quando si innescavano collaborazioni cercavamo di cambiare per togliere vantaggi. Abbiamo sofferto un po’, ma sapevamo che sarebbe successo. Nel secondo tempo siamo stati più presenti, abbiamo fatto meglio i tagliafuori e spinto di più”.
Il segreto della vittoria è nella chiosa di Bechi: “Più forti sono gli altri, più l’uno contro uno va tenuto”. La Juvi lo ha fatto e lo ha fatto molto bene.
Cristina Coppola