Basket

Juvi a Forlì, coach Luca Bechi:
"È scontro diretto, serve lucidità"

Coach Luca Bechi durante la conferenza stampa al PalaCava

La prima conferenza dell’anno riporta subito il campionato dentro la sua sostanza. La Ferraroni Juvi Cremona apre il 2026 da Forlì, là dove il calendario asimmetrico ripropone curiosamente la prima gara dell’andata, che coincise con la prima vittoria stagionale, quel 78-70 che aveva dato slancio e fiducia. Molto è cambiato da allora, negli assetti e nelle dinamiche, ma il peso specifico della sfida è cresciuto, sarà scontro diretto: oggi le due squadre hanno la stessa posizione in classifica e lo stesso bisogno di punti.

Coach Luca Bechi parte proprio da qui, inquadrando una Forlì diversa rispetto a settembre, più strutturata e con riferimenti chiari: “Il primo è Harper, terminale offensivo e giocatore esperto, capace di produrre punti in transizione e nell’uno contro uno. Attorno a lui ruotano Pepe e Aradori, veterani del campionato, con Gaspardo a dare equilibrio da quattro dinamico e Stephens come novità americana, alla quarta presenza. Dalla panchina, il playmaking passa soprattutto da Tavernelli, mentre sotto canestro si alternano Masciadri, Gazzotti e Del Chiaro”.

La lettura tattica secondo l’allenatore dei gigliati è netta con due filosofie opposte destinate a incontrarsi: “Da una parte c’è una squadra che predilige il gioco a metà campo, dall’altra una squadra come siamo noi che predilige il gioco ad alto ritmo”, spiega Bechi, sottolineando come le due identità si incontreranno su un terreno fatto di ritmo, scelte e gestione dei momenti.

La Juvi arriva alla trasferta con qualche acciacco da gestire. “Da un po’ di tempo dobbiamo convivere con piccoli problemi fisici che ci impediscono di avere tutta la rosa al completo durante la settimana, ma confidiamo di recuperare tutti per la partita”. Più che l’aspetto fisico, però, il tecnico insiste su quello mentale, ancora segnato dalla sconfitta con Cividale: “C’è stata grande rabbia dopo quella partita, perché è sembrata una gara che avevamo in mano e che poi ci è stata scippata, sportivamente parlando, per merito degli altri ma anche per ingenuità nostre”.

Il messaggio allo spogliatoio è uno solo non buttare via il buono che si è visto in campo: “Abbiamo giocato una partita di grande energia e qualità, messo in campo una difesa importante, annullato Redivo che è uno dei giocatori più pericolosi del campionato, ma questo non è bastato per vincere. Dobbiamo avere la capacità di gestire questo momento non facile: le vittorie ammorbidiscono tutto, le sconfitte rendono la situazione più pesante”.

Capitolo Kadeem Allen, l’inserimento è stato rallentato da fattori esterni e dallo stop di Scafati: “Non ci voleva, perché lui era arrivato con pochissimi allenamenti e poi si è fermato. Questa settimana però si è allenato con continuità e confido che piano piano cresca, non solo nella performance ma anche nella leadership, che è quello di cui abbiamo bisogno”.

C’è poi un dettaglio tutt’altro che secondario, legato anche alla differenza canestri. “Essendo in vantaggio 1-0 con più 8 di differenza, la vittoria ci porterebbe a superare Forlì sia nel record di vittorie che nello scontro diretto”, sottolinea ancora Bechi, chiarendo il peso specifico della gara. Un successo alla Unieuro Arena significherebbe non solo agganciare punti importanti, ma lasciare alle spalle una diretta concorrente, con un margine che potrebbe tornare decisivo più avanti nella stagione”.

Infine, l’approccio alla partita, senza l’ansia da risultato immediato: “Dobbiamo stabilizzare il nostro umore, senza farci prendere né dall’euforia né dall’ansia. L’inesperienza nei momenti importanti porta un po’ di panico, e questo è un passo che dobbiamo fare. Tante volte anche solo un passaggio in più può liberare un tiratore o creare una soluzione migliore. La lucidità è frutto della fiducia, e dell’esserci già passati”.

Cristina Coppola

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