Vanoli Cremona: un 2025
di emozioni e successi
Il 2025 segna una svolta per la Vanoli Basket Cremona, con una salvezza brillante e una squadra competitiva, grazie a scelte strategiche e un ambiente di fiducia.
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Un anno da ricordare, il 2025 della Vanoli Basket Cremona, con tante emozioni e momenti di gioia. Un cammino iniziato subito nel migliore dei modi, con la promozione di Pierluigi Brotto a primo allenatore, proseguito con una salvezza conquistata con lucidità e carattere, e rilanciato da un’estate di scelte chiare che oggi raccontano una squadra decima in classifica con 10 punti.
Dodici mesi fa Cremona usciva da una stagione faticosa, segnata da continui aggiustamenti e dalla necessità di rincorrere un traguardo che sembrava quasi impossibile: la permanenza in Serie A. La premiata ditta Conti–Brotto ha saputo però ricostruire fiducia, ricompattare un ambiente appesantito dalle delusioni e dare avvio a un nuovo corso. La salvezza è arrivata il 4 maggio a Pistoia, con una giornata di anticipo, e da lì la società ha imboccato una strada precisa: continuità di visione, tornando a ciò che la Vanoli ha sempre saputo fare meglio, costruire un ambiente familiare e offrire reali opportunità di crescita ai propri tesserati.
L’estate ha segnato l’inizio del progetto targato Pierluigi Brotto, in piena sintonia con il general manager Andrea Conti. Un’idea di pallacanestro fondata su identità difensiva, responsabilità condivise e giocatori chiamati a crescere dentro un sistema. Una scelta coerente con la storia e le ambizioni della società. Il roster è stato costruito seguendo questa linea: atleti motivabili, alcuni in cerca di rilancio, altri di consacrazione. In questo contesto si inserisce il rendimento di Davide Casarin, diventato rapidamente uno dei simboli della squadra per energia, presenza su entrambi i lati del campo e capacità di tenere insieme i momenti. Accanto a lui, Sasha Grant ha trovato a Cremona l’ambiente ideale per rimettere al centro il proprio gioco, mentre Giovanni Veronesi ha mostrato di sapersi prendere responsabilità quando serve personalità.
Non sono mancate le conferme, a partire da Chris Burns, a cui sono stati affidati i galloni di capitano, insieme a Payton Willis e TJ Jones, punti di riferimento tecnici della squadra. E poi i nuovi volti pronti a ritagliarsi spazio: dal talento di Ousmane Ndiaye e Al Durham, alla scommessa rappresentata da Ike Anigbogu, fino al ritorno del cremonese doc Filippo Galli.
L’inizio di campionato ha sorpreso molti: vittorie pesanti, un PalaRadi tornato fattore, e una classifica che, pur senza illusioni, racconta solidità. Dieci punti non sono un punto d’arrivo, ma certificano un dato chiaro: la Vanoli oggi è competitiva, anche quando perde. E questo, in Serie A, fa la differenza.
Il 2025 restituisce l’immagine di una squadra che ha ripreso a costruire, con margini di crescita evidenti, qualche inevitabile passaggio a vuoto, ma una direzione definita in un campionato che non concede tregua. L’augurio è che il 2026 continui su questa strada, raccontando una pallacanestro entusiasmante con una Vanoli sempre più protagonista.
Cristina Coppola