Regione Lombardia premia
gli universitari medagliati
Lo sport aumenta la concentrazione nello studio e quindi anche i risultati scolastici e accademici. Lo confermano tante storie di campioni laureati con il massimo dei voti. Tra questi Pietro Arese che, dopo aver riscritto i record dell’atletica leggera italiana e aver conquistato l’oro in staffetta ai recenti Europei di cross, si è laureato venerdì con 110 e lode in Ingegneria ambientale e per la sostenibilità degli ambienti di lavoro presso l’Università dell’Insubria. A pochi giorni dalla vittoria dell’oro europeo nel cross, il campione mezzofondista azzurro ha discusso una tesi innovativa che unisce i suoi due mondi: la relazione scientifica tra la qualità dell’aria e la prestazione sportiva d’alto livello.
Al lavoro per premiazione e “dual career”
«Chi studia e pratica sport spesso ottiene un successo dopo l’altro: sviluppa ordine, disciplina e capacità di focalizzarsi sugli obiettivi. Per questo sarebbe importante aumentare le ore di educazione fisica nelle scuole, in linea con gli obiettivi dei due eccellenti ministri di riferimento, Abodi e Valditara, e agevolare lo sviluppo dei programmi dual career universitari, su cui stiamo lavorando con i CUS lombardi, a cui rivolgo i miei complimenti per lo straordinario lavoro», commenta il Sottosegretario con delega a Sport e Politiche giovanili, Federica Picchi, ricordando l’impegno regionale nelle politiche di conciliazione scuola e sport, “sia con le borse di studio del progetto Talenti, di cui ringrazio Fidal Lombardia, sia con l’avvio del primo Tavolo dei CUS in Regione Lombardia”.
«Con FederCUSI e i singoli CUS lombardi abbiamo – per la prima volta nella storia di Regione Lombardia – voluto creare un tavolo di lavoro congiunto, riunitosi lo scorso novembre – precisa Picchi-. I vari CUS hanno messo a terra progettualità straordinarie: mettere a fattor comune queste eccellenze non può che giovare a tutto il sistema. Tra i vari obiettivi desideriamo potenziare il progetto dedicato alle dual career per gli studenti-atleti agonisti che frequentano percorsi universitari, così da garantire loro la flessibilità necessaria per eccellere sia nello sport sia negli studi. Ne parleremo il 12 gennaio 2026, quando al Belvedere di Palazzo Lombardia riuniremo e premieremo gli studenti universitari medagliati. Sarà un’occasione preziosa per ascoltare le storie di questi giovani campioni, che ogni giorno conciliano lezioni, esami, allenamenti intensi e preparazione alle gare. Per loro lo stress è doppio: affrontano esami all’università e competizioni in pista».
I numeri: 83 studenti lombardi medagliati e 5.000 fanno agonismo con i CUS
Sono in totale 83 gli studenti universitari lombardi che hanno vinto una medaglia d’oro in discipline quali sci, karate, lotta, taekwondo, canottaggio, judo e canoa, e appartengono ai seguenti atenei: Università Bocconi di Milano, Università di Milano-Bicocca, Università degli Studi di Bergamo, Università degli Studi di Brescia, IED, Università degli Studi di Milano, Politecnico di Milano, Università dell’Insubria e Università Vita-Salute San Raffaele. Ammontano invece a circa 5.000 coloro che hanno intrapreso una carriera agonistica tramite i CUS e al contempo studiano.
Il valore dei CUS per la pratica sportiva tra gli studenti
Picchi rimarca infine il ruolo centrale dei CUS – Centri Universitari Sportivi – che da decenni promuovono l’attività sportiva all’interno degli atenei lombardi. «Ho voluto valorizzare il loro lavoro e creare una sinergia stabile con l’istituzione che rappresento- conclude Picchi-. I nostri ragazzi devono sapere che non devono scegliere tra sport agonistico e studi universitari: le migliori università lombarde sono al loro fianco per rendere possibile portare avanti entrambi i percorsi, con sacrificio, disciplina e dedizione, valori che accomunano i due mondi e che restano principi di vita».