Vanoli, coach Brotto: "Mi aspetto
una partita difficile a Napoli"
Dopo la sconfitta con Varese, Cremona si prepara ad affrontare la talentuosa Napoli. Durham non si è ancora allenato, in dubbio la sua presenza in gara
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Domenica 14 dicembre, alle 18, la Vanoli Cremona scenderà in campo all’Alcott Arena contro Napoli Basket per l’undicesima giornata di Serie A, con addosso il peso di una sconfitta che ha interrotto l’imbattibilità casalinga e la necessità di ritrovare subito identità e continuità.
Pierluigi Brotto parte da qui, dalla fotografia di una classifica che dice equilibrio e da una partita che vale doppio anche sul piano emotivo. “Napoli è una squadra dal talento diffuso. Ha solo due punti in meno di noi e praticamente tutte le voci statistiche sono simili, quindi mi aspetto una partita difficile e importante. Arriviamo a giocare una trasferta dopo una brutta partita in casa. Forse più che brutta, una partita in cui non abbiamo portato a casa la vittoria. Dovremo arrivare a Napoli con un buon feeling e con la voglia di tornare a performare ad alto livello”.
Il tema centrale della settimana è inevitabilmente legato alle condizioni di Aljami Durham, uscito anzitempo contro Varese nel suo momento migliore: “Sarà una decisione all’ultimo momento. Non è un infortunio grave, potrebbe essere utilizzato durante la partita, ma ad oggi non si è ancora allenato. Sta lavorando con lo staff fisioterapico e con i medici e vediamo in questi ultimi due giorni come riesce a rimettersi in piedi”.
La sosta, che Brotto aveva indicato come possibile insidia già alla vigilia, ha lasciato strascichi evidenti: “Domenica si è vista una squadra che ha perso il feeling con la lotta in campo. A un certo punto sembravamo sorpresi dal non riuscire a giocare come sapevamo. Prima della sosta vivevamo la partita come una rincorsa fino al traguardo, domenica così non è stato. Non penso sia stata la pancia piena. Credo piuttosto che non aver sofferto insieme in campo per tre settimane ci abbia tolto qualcosa”.
La risposta della squadra, però, non si è fatta attendere: “Ci siamo dovuti guardare allo specchio tutti. Non è stata una settimana serena come le altre. Abbiamo dovuto stringere un po’ le viti e tornare a sporcarci le mani, a sbucciarci le ginocchia, perché il livello del campionato richiede questo”.
Napoli, avverte Brotto, ha armi precise e ben riconoscibili. “Hanno talento soprattutto nelle guardie. Possono fare tanti punti e appoggiare la palla spalle a canestro. I loro americani, Flagg, Mitrou-Long, e Simms, sono quelli che producono di più e rappresentano il cuore del loro gioco. Non sono preoccupato del fattore campo, può essere una spinta per Napoli, ma una squadra come la nostra deve maturare anche la capacità di giocare in palazzetti caldi”.
Infine, un passaggio sulla gestione dei falli, emersa come criticità nell’ultima gara con Varese: “Non ne abbiamo parlato nello specifico perché è la prima volta che ci capita. Però è un elemento di crescita: la partita ci insegna che dobbiamo capire come giocare per vincere. Gli arbitri hanno visto un certo comportamento e ci hanno penalizzato, dobbiamo essere più svegli ad adattarci prima. Anche questo fa parte del processo di maturazione”.
Cristina Coppola