Basket

Dentro la visione di coach Brotto
la chiave per capire questa Vanoli

Al Durham durante la sfida con Trieste

Una squadra che sa divertirsi e far divertire senza perdere di vista la propria misura. La Vanoli Cremona che ha travolto Trieste al PalaRadi, 113-94 nell’ottava giornata di Serie A LBA Unipol, è lo specchio fedele delle parole di coach Pierluigi Brotto nel dopo partita: ambizione silenziosa, identità chiara, piedi piantati per terra. L’allenatore biancoblù in conferenza stampa post partita si è concesso a lungo ai giornalisti raccontando il momento della squadra e la soddisfazione per la vittoria: “Sono molto felice e in primis voglio ringraziare i giocatori per il loro grande sforzo e tutto il mio staff — ha esordito — con cui ci confrontiamo anche in maniera forte su come fare le cose e questo ci porta ad arrivare molto preparati. Stasera è una vittoria dei giocatori: io ho cercato solo di settare il meccanismo, loro hanno raccolto e fatto una grande partita”.

Il quadro tecnico è chiaro: contro Trieste la Vanoli ha prodotto una pallacanestro scintillante, ma ciò che più soddisfa Brotto è l’equilibrio fra le due metà campo: “Avevo preparato più difesa nella mia testa. Nei momenti chiave abbiamo difeso, abbiamo preso fiducia e poi abbiamo fatto canestro. Stiamo crescendo sotto tanti aspetti del gioco. Abbiamo condiviso molto la palla e tirato con l’uomo migliore: è una cosa che a Trapani non avevamo fatto e che ci ha permesso il risultato di stasera”.

La vittoria con Trieste è la quarta consecutiva in casa e mantiene intatto l’imbattibilità del PalaRadi, non un dettaglio per un gruppo giovane che ha scelto di costruirsi partendo da pochi concetti e molto chiari: “Godiamoci il momento. Il nostro obiettivo rimane la salvezza il prima possibile, ma siamo consapevoli di quello che stiamo facendo. In casa stiamo regalando una pallacanestro divertente. Sarebbe bello vedere il palazzetto più pieno: i giocatori se lo meritano e chi verrà si identificherà nello sforzo della squadra”.

Uno dei passaggi più significativi riguarda la capacità della Vanoli di reagire dentro le difficoltà: “Questa squadra, come tutte, incontrando le difficoltà deve fare degli step. Adesso i giocatori sono molto ricettivi e vanno nella direzione proposta. Noi li aiutiamo durante la settimana, ma in campo devono trovare loro la maniera. La loro disponibilità è straordinaria ed è il motivo dei risultati che stiamo avendo“.

Tra i simboli della serata c’è Davide Casarin, subito colpito da una distorsione alla caviglia ma rientrato con grande intensità: “Lo staff medico mi ha detto ‘Casarin c’è’ e io l’ho usato normalmente. La sua generosità lo porta a voler tornare in campo: tanto di cappello anche a lui”.

Il dato che più colpisce riguarda l’impatto energetico. “Onestamente l’abbiamo vinta lì. Avevamo un passo diverso. Anche quando Trieste segnava, noi eravamo presenti. Questo ti dà fiducia in attacco. A rimbalzo stiamo lavorando bene: abbiamo impostato questo lavoro da quest’estate e ci sta ripagando. La squadra è collegata: possiamo essere soddisfatti e pericolosi”.

Nemmeno la serata storta ai liberi preoccupa il coach: “Errori di gioventù. L’importante è che poi fossimo presenti in campo. Vedevo che andavamo avanti nel punteggio, quindi mi sfregavo le mani e dicevo: andiamo così”.

La parola chiave, per Brotto, è continuità: “Questa continuità mi soddisfa. Se continuiamo così siamo sulla buona strada. Fare molto meglio di stasera è difficile. La continuità deve essere il nostro mantra. Difensivamente abbiamo concesso molto, ma guardo il risultato: abbiamo avuto la forza di coltivare quello che stava accadendo, senza mollare in difesa. Va bene così”.

Niente messaggi al campionato. Solo pragmatismo. “Una partita alla volta, concentrati e umili. Se un giorno ci troveremo dentro, dovremo dirci: ‘Caspita, ci siamo dentro’. Ma non dobbiamo perdere la nostra identità dei piccoli passi. Stiamo avendo risultati per questo motivo. Voglio trasmettere questa umiltà alla squadra: lavorare ogni giorno con le orecchie basse e la voglia di dimostrare”.

C’è spazio anche per i singoli, sempre interpretati dentro la cornice del collettivo. Sul +33 di plus/minus di Al Durham, Brotto sorride: “Che dire di Al? È un giocatore dal potenziale enorme. È collegato con la squadra e con lo staff. Stasera è andato oltre le righe. Lo tengo un po’ nascosto – sorride sornione -, sennò vengono e ce lo rubano“.

Ancora più forte il passaggio su Ousmane Ndiaye, forse l’emblema più chiaro del percorso tecnico di questa Vanoli: “Quest’estate non lo voleva nessuno. Io e Andrea ci siamo guardati e abbiamo detto: ‘Siamo il posto giusto per aiutarlo’. La ‘Vanoli family’ non è solo un titolo, ma un modo di essere. Si vede che lo sta aiutando a maturare e a giocare una pallacanestro di un livello pazzesco. È un giocatore che a Cremona si è visto poche volte. Bravo lui a scegliere Cremona, bravi noi a sceglierlo“.

La chiusura è uno sguardo al gruppo e al pubblico. “Questa squadra si vuole bene e ha voglia di aiutarsi. Gli step in avanti erano attesi ed è molto positivo che siano arrivati stasera. Ci saranno momenti difficili, ma questa partita dà fiducia e consapevolezza: c’è spazio per tutti. Adesso i giocatori lo hanno recepito. Il pubblico è aumentato, ma il PalaRadi pieno è un’altra cosa. Questa squadra se lo meriterebbe. È una squadra vera, che dà emozioni e si spende. Sarebbe bello se Cremona ci regalasse qualche sold out. Noi continueremo a correre e a mettere fieno in cascina”.

Cristina Coppola

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