Sansebasket, progetto e sostanza:
il punto del presidente Tambani
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Sansebasket, parola al presidente. Fabio Tambani a “Basket&Co”, il talk di CR1 condotto da Cristina Coppola e Alberto Guarneri, in onda ogni lunedì alle 22, commenta la prima vittoria stagionale (Sanse–Robur Saronno 63–57) e traccia linea tecnica, progetti e identità del club.
“C’era bisogno di questa vittoria, c’era assolutamente bisogno per la fiducia, per i ragazzi e per dare un po’ di morale – esordisce il presidente dei men in green a fine partita -. Perché la squadra sta lavorando molto. La squadra è molto giovane, però c’è assoluta convinzione da parte di Paolo Coccoli, dello staff ma anche della società stessa, che siamo sulla strada giusta. Come sempre il nostro obiettivo non è la classifica, ma far crescere il gruppo di ragazzi nostri o che ci vengono affidati dalle società sportive che sono in Serie A a Cremona e con le quali collaboriamo. Per cui direi che anche il successo può essere una testimonianza che stiamo progredendo”.
Temi centrali del mondo Sanse sono la continuità della filosofia societaria, la sostenibilità e l’inclusione: “C’è anche, ovviamente, la logica di sostenibilità: oggi costa sempre di più fare sport a questi livelli. Ma senz’altro quello che ci spinge, che ci motiva, è lavorare sui giovani e far fare anche un’esperienza a Cremona a giovani che arrivano da altre città, da altre situazioni: esperienza sportiva ma anche di vita, visto che ne abbiamo alcuni in appartamento, altri negli appartamenti e foresterie delle altre società sportive. E quindi per noi è un lavoro di inclusione che passa attraverso la proposta sportiva, ma non è solo quello”.
E sui progetti per l’annata sportiva… “A livello sportivo l’impegno è quello: una squadra in Serie B; un’altra squadra in DR3, neopromossa dalla DR4, fatta da tutti i nostri giovani con all’interno anche i Sansenext. E sono sempre di più un gruppo inserito nella società sportiva. Abbiamo rinnovato da poco il Consiglio: è entrato un giovane, quindi ringiovaniamo il Consiglio ma soprattutto diamo continuità a una filosofia che è quella di lavorare sempre in una prospettiva per i giovani, quindi anche responsabilizzandoli nelle decisioni e nelle scelte che la società fa. Abbiamo i nostri punti fissi: il nostro Sanseday a fine stagione, piuttosto che il Camp che nel 2026 arriverà alla quattordicesima edizione. Ma nel contempo stiamo lavorando molto anche nel sociale: ormai abbiamo consolidato i nostri rapporti di collaborazione con diverse imprese sociali, la Cosper, la Nazareth. Con loro stiamo lavorando proponendo non tanto tecnica sportiva, ma laboratori sportivi con ragazzi con disagio sociale, perché sappiamo che lo sport ha un valore educativo fortissimo e soprattutto consente di includere i giovani nella nostra società civile. Su questo abbiamo ancora incrementato il nostro impegno”.
Quello che balza all’occhio è un gruppo unito, solido, formato anche da atleti in doppio tesseramento, ma sempre uniti nel nome della Sanse: “Il gruppo è unitissimo – prosegue Tambani -. Questo deriva naturalmente da una sintonia di intenti e di collaborazione con le altre due società di Serie A che ci sono a Cremona. Ma va dato pieno merito allo staff e a Paolo Coccoli, che ha percepito subito fin da quest’estate. Al Camp abbiamo portato anche la squadra di Serie B insieme ai ragazzini: si stava in Val di Fiemme e già lì ci si rese conto che i ragazzi scelti, scelti non a caso, sapevano fare gruppo, sapevano consolidare un sistema che si presentava già in sintonia con quella filosofia della Sanse che abbiamo esposto prima”.
Presente a tifare Sanse sugli spalti anche l’ex Tommy Vecchiola: “Secondo me la Sanse è una buona palestra – spiega ancora -. È una palestra per giocatori che transitano da noi e alcuni di loro, per loro merito e direi anche per un po’ per il lavoro che svolge lo staff della Sanse, arrivano a fare esperienze in campionati superiori. È un grande orgoglio per noi, perché pensiamo di averci messo un mattoncino in questa crescita dei ragazzi. Avere Tommaso qui è ritrovare un rinnovo di sentimento di amicizia e di sintonia di intenti, perché questi ragazzi poi diventano campioni, esprimono il loro talento ma lo fanno crescendo anche come persone, diventando uomini. Per noi questo è un impositivo importante”.
Cristina Coppola