Vittoria nel segno del rispetto
Bechi: "Impossibile festeggiare"
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È una vittoria che vale più di due punti quella conquistata dalla Ferraroni Juvi Cremona al PalaCarrara. Finisce 91-89 per gli oroamaranto, ma il risultato resta sullo sfondo di una giornata che ha travolto l’intero movimento della pallacanestro. A una settimana dalla tragedia di Rieti, in cui ha perso la vita Raffaele Marianella, secondo autista del pullman dei tifosi pistoiesi, la partita tra Pistoia e Juvi si è giocata in un clima sospeso, carico di emozione e di silenzio.
Coach Luca Bechi non nasconde l’intensità del momento: “Tutte le persone che erano dentro a questo palasport erano a giocare una partita, ma con la mente da un’altra parte. La cosa più bella, se fosse stato possibile in questo sport, oggi sarebbe stato un pareggio. Ma il basket non lo consente. Tutto questo lo dico per ricordare e onorare la memoria di Raffaele: è un evento che ha scosso tutti, non solo Pistoia ma tutto il basket e tutto lo sport italiano”.
Per l’allenatore, la sfida andava giocata come atto di rispetto. “Abbiamo dovuto giocare questa partita senza entrare nel ping pong delle opinioni. Il modo migliore per farlo era dare tutto in campo, con rigore e grande energia, al di là della vittoria o della sconfitta. Oggi è una vittoria di tutti, perché i ragazzi, toccati profondamente, molti per la loro giovane età, hanno dato tutto da entrambe le parti. Era l’unico modo per onorare la memoria di Raffaele”.
Sul piano tecnico, Bechi sceglie di non soffermarsi troppo: “Commentare tatticamente questa partita ha poco senso. Si è decisa con due punti, ma quello che conta è l’emozione che si percepiva, il cuore dei giocatori, la loro voglia di correre, saltare, dare tutto. Alla fine ha vinto la Juvi, siamo contenti, ma oggi era impossibile pensare a festeggiare”.
Il coach cremonese si è poi soffermato sul contesto emotivo, sottolineando la forza di entrambe le squadre nel trasformare il dolore in concentrazione: “C’era incredulità, incertezza, difficoltà a percepire la routine di una partita. Non era una gara normale. Credo che il modo migliore per onorare Raffaele fosse giocarla bene, e così è stato: una partita di qualità, tra due squadre giovani che stanno crescendo e che oggi condividono lo stesso record”.
Il finale, seppur vincente, è rimasto improntato al silenzio: “Ho chiesto ai ragazzi di non festeggiare. Abbiamo salutato il pubblico, poi siamo rientrati negli spogliatoi. Anche se non era il nostro pubblico, era giusto mostrare vicinanza e rispetto. A nome della società, del presidente e dei nostri tifosi, voglio esprimere la nostra solidarietà e il nostro affetto. Speriamo che da una tragedia come questa nasca una riflessione vera, perché una vita ha un valore inestimabile e non può essere spezzata così. Che questa memoria resti, e che simili episodi non si ripetano mai più”.