Juvi verso Brindisi, coach Bechi:
"Difesa, energia e personalità"
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La Juvi parte per la prima trasferta della stagione: domenica alle 17 la Ferraroni sarà di scena al PalaPentassuglia dove affronterà la Valtur Brindisi. Coach Luca Bechi ha presentato la partita sottolineando il valore dell’avversaria, le certezze maturate nel debutto con Forlì e gli step su cui insiste in queste prime settimane.
Brindisi è una squadra costruita per competere tra i primi posti e, dopo una stagione un po’ travagliata per gli infortuni, si presenta con un roster di tutto rispetto. Assente Blake Francis per infortunio, al posto Andrea Cinciarini, che non ha bisogno di presentazioni. Accanto a lui Copeland, uno degli stranieri più affidabili del campionato e un realizzatore di primo livello, ma la Juvi pensa alle certezze emerse durante la gara con Forlì: “Noi veniamo da una partita giocata con un buon atteggiamento – spiega l’allenatore dei gigliati -, vinta con autorità, con una prestazione di squadra dove tutti si sono messi al servizio del gruppo. C’è stata una grande empatia tra i ragazzi e con il pubblico. Credo che questo sia un dettaglio da rilevare e una bella sorpresa di questo inizio di campionato. Conosciamo il livello della squadra avversaria, però vogliamo scoprirci anche noi nella prima trasferta di campionato”.
Le prime considerazioni tecniche riguardano identità ed energia: “La partita di sabato, al di là della vittoria che è il motore principale e crea entusiasmo, ha dato indicazioni interessanti: una squadra viva, proattiva, che comunica in campo. Queste sono le qualità che i ragazzi hanno messo nei 40 minuti. Era iniziata un pochino soft ed è finita con grande energia. Credo che l’energia sia stata una chiave importante, quindi da ripetere. Abbiamo un mix di esperienza e gioventù che ci porta ad avere più frecce al nostro arco“.
Ed è proprio la difesa un fattore su cui coach Bechi insiste anche in vista della sfida con la Valtur: “Sicuramente l’attitudine difensiva è una cosa che cerchiamo e chiediamo. Abbiamo una discreta fisicità che deve essere sviluppata in aggressività e durezza non solo fisica ma anche mentale. Resistere ed emettere una serie di possessi difensivi di fila è lo step verso il quale una squadra deve evolvere. Noi l’abbiamo fatto ancora a tratti. La ricerca della continuità difensiva nei 40 minuti, con un approccio molto strong, è quello che vogliamo ricercare. Sappiamo benissimo che l’inizio, la palla a due a Brindisi, in una partita casalinga dopo una vittoria importante, sarà un tema rilevante. Iniziare bene, mostrare il nostro imprinting dalla palla a due credo sia una delle chiavi della partita“.
È indubbiamente presto per poter capire le potenzialità della Juvi 2025-26 e l’allenatore lo sa bene: “Ogni gruppo ha una propria storia. Noi siamo nuovi per sette decimi. Questa è la settima settimana, ovviamente il cantiere è aperto e stiamo ancora immettendo concetti. Siamo una squadra giovane, quindi a livello di miglioramento individuale crediamo molto in questo aspetto e lo cavalchiamo. Il miglioramento individuale porta come conseguenza una crescita di squadra. Questo parallelismo sarà una cosa che vorremmo portare avanti. Credo che sarà un processo che non si fermerà mai e il margine di crescita è rilevante. Quanto e come dipenderà da quello che siamo in grado di fare, dalla nostra apertura mentale, dalla nostra disponibilità quotidiana. Le premesse e le sensazioni sono di un gruppo vivo, desideroso di apprendere. Mi piace pensare che non ci sia limite al miglioramento”.
Un passaggio sugli aspetti falli e gestione del contatto dopo i problemi di Garrett con Forlì: “Al di là di tutto, trovare un modus operandi all’interno di una partita è una necessità per chi è un po’ poco esperto di questo campionato. Per quanto tu possa fare amichevoli, e ne abbiamo fatte il numero giusto, tutto arriverà giocando. Non è una preoccupazione, i falli sono un fondamentale del gioco, la cosa importante è capire come usarli, quando usarli, e qual è il limite fra una difesa corretta e una difesa fallosa. Questo è dentro il processo di apprendimento, come tanti altri aspetti del gioco”.
Intanto la settimana di lavoro ha dato buoni segnali: “La squadra è al completo. Non ci sono state al momento defezioni, né fisiche né altro, ma c’è curiosità e voglia di misurarsi con una squadra di questo tipo. Inizia un ciclo di tre partite: nell’ordine Brindisi, Rimini e Avellino, incontreremo tre delle prime cinque sulla carta. Però, come sempre, sulla carta non conta, se il budget facesse la classifica, nessuno inizierebbe a giocare. Noi, con grande umiltà ma con grande voglia e determinazione, andremo a giocare la prima trasferta per misurarci contro una squadra che sulla carta è nelle top five“.
Gestire entusiasmo e concentrazione è uno dei compiti dell’allenatore, soprattutto quando si arriva da un esordio convincente come quello casalingo con Forlì: “L’allenatore deve essere un po’ un alchimista, da una parte deve lasciare che i ragazzi accumulino energia positiva da una vittoria. Allo stesso modo deve virare il timone avanti, perché c’è subito una gara importante davanti a noi. Mi auguro di aver gestito al meglio questa doppia direzione della settimana e di essere pronti a giocare una partita di personalità”.
In chiusura, un pensiero sull’ottimo esordio di capitan Alessandro Panni: “Sono stato contento per lui. Si è preso una soddisfazione importante non tanto per i punti, quanto per i punti segnati in una partita vincente. Quello che conta è l’esempio: l’esempio quotidiano è il modo migliore per onorare la carica che ti è stata data. Questo deve essere il suo obiettivo. Quanto più sei dentro questa mood, tanto più riesci ad avere continuità perché il campionato è lungo. Ovviamente nessuno ci sta a prendere 25 punti dal giocatore avversario, quindi ci saranno aggiustamenti. La bellezza di questo campionato è questa: bisogna sempre evolvere“.
Cristina Coppola