Vanoli, Sasha Grant si presenta:
"È stato facile scegliere Cremona"
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Sasha Mattias Grant si presenta con poche parole e idee chiare: “È stata una decisione molto facile scegliere di venire qui”. Dentro c’è già tutto: lavoro, fame, senso di squadra. E un dettaglio non banale per un ragazzo del 2002 che ha visto presto l’Europa dall’interno.
La conferenza si è tenuta nella sede cremonese di Keropetrol, partner storico del club. Il general manager Andrea Conti ha aperto ringraziando l’azienda per una partnership “lunghissima” e ribadendo la filosofia che ha portato alla scelta di Grant: “Vogliamo giocatori in rampa di lancio, a cui dare spazio e responsabilità. Sasha arriva da esperienze importanti e, con minuti e fiducia, può consolidarsi in Serie A“. L’amministratore delegato Enrico Mainardi ha ricambiato: “Ci sentiamo parte della Vanoli family. Siamo orgogliosi di essere ancora sulla maglia“.
Grant, ala nata a Cagliari e cresciuta tra Dolianova e mezza Europa cestistica, è entrato subito nel merito del campo: “Finora sta andando tutto molto bene con staff e compagni e mi sono trovato subito benissimo. Stiamo costruendo buone abitudini che ci porteranno, speriamo, ai risultati giusti“. La chiave è la quotidianità: “Mi considero una persona che lavora duro, che prova a prepararsi al meglio per ogni sfida”.
C’è anche il tema dell’identità del gruppo: “Siamo un gruppo di ragazzi affamati. Ognuno ha qualcosa da dimostrare e vogliamo fare uno sforzo in più non solo per noi stessi ma l’uno per l’altro”. La presenza di Davide Casarin, con cui ha condiviso nazionali giovanili e l’esperienza a Verona, è un valore aggiunto: “Siamo amici fuori dal campo e dentro c’è una bella intesa. Sono sicuro che riusciremo a farla vedere e a far divertire i tifosi”.
Da avversario, Grant ha sempre percepito rispetto e durezza competitiva in casa Vanoli: “Qui a Cremona è sempre stata una bella lotta, partite difficili e combattute. Anche l’ambiente e il palazzetto sono bei posti dove giocare”.
Spazio anche a qualche pennellata personale. Le origini: “Mi sento sardo e sono fiero di essere sardo. Mia madre è sarda, mio padre anglo-giamaicano. Da piccolo ho vissuto in Sardegna, poi in Svizzera e in Inghilterra… e a proposito di Sardegna ho il tatuaggio dei Quattro Mori, ma ne ho anche tanti altri… è un modo di esprimersi e mi piacciono, ognuno di loro è legato a qualcosa che è successo nella mia”.
Chiusura leggera sul tema fisicità, lanciato dal riferimento scherzoso al capitano Chris Burns: “Ho perso un paio di chili quest’estate… darò il premio a Chris per il più grosso della squadra – ma precisa -, anch’io ho la mia forza: le mie caratteristiche fisiche sono una parte molto importante del mio gioco”. E strappa una risata con la promessa: “li vedrete un po’ di giocatori per terra per le mie spallate”.
Cristina Coppola