Basket

Davide Casarin: "Ho scelto
la Vanoli per spiccare il volo"

Da sinistra: Mauro Bossoni, Aldo Vanoli, Davide Casarin, Andrea Conti
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Ha scelto la Vanoli Cremona per spiccare il volo. Davide Casarin, classe 2003, talento cresciuto nella Reyer Venezia e già in campo in Serie A a soli 15 anni, è stato presentato ufficialmente. La conferenza stampa si è svolta nella sede del Gruppo Bossoni a Orzinuovi, in occasione della consegna delle auto alla squadra, alla presenza del general manager Andrea Conti e dell’amministratore delegato Mauro Bossoni.

A introdurre Casarin, le parole dello stesso Conti: “Questa è una società piccola, ma che entra nel quindicesimo anno in Serie A. La nostra fama è quella di dare opportunità a giocatori per un livello più alto. Crediamo molto in lui perché ha doti fisiche e tecniche importanti. C’è molto lavoro da fare, ma noi siamo pronti a dargli un’opportunità importante nel campionato di Serie A. Crediamo molto nei valori del ragazzo e del giocatore”.

“Ho sposato Cremona perché ho parlato con coach Brotto all’inizio di giugno e ho sentito quello che volevo sentire. Ho avuto altre opportunità, ma questa mi è sembrata la scelta migliore per progetto e fiducia – ha raccontato Casarin, che si è già ben inserito nel gruppo e ha le idee chiare su cosa può dare -. Mi sono inserito molto bene. Il gruppo è bello, sia dentro che fuori dal campo. Con coach Brotto c’è grandissimo rispetto. Abbiamo fatto solo tre amichevoli, siamo all’inizio, ma ci stiamo preparando bene. Il campionato sarà tosto: il livello si alza ogni anno. Ma noi vogliamo giocare un basket veloce, atletico, e siamo sulla buona strada“.

In campo Casarin porta energia e visione di gioco, fuori un’attitudine matura, frutto di esperienze importanti: “Nel basket moderno il ruolo di play puro si è un po’ perso. Io mi vedo come un “1-2”: mi piace spingere la squadra in contropiede, cercare subito le prime opzioni. Mi piace muovere la palla, ma anche giocare l’uno contro uno, per creare sia per me che per i compagni”. E a proposito di play, Casarin ha espresso la sua felicità all’annuncio dell’arrivo di Luca Vitali in Vanoli: “Quando ho saputo del suo ritorno ero contentissimo. Da un campione come lui si può imparare tantissimo. È stato in questo club, conosce tutto, ha giocato nel mio ruolo e può darmi una mano in ogni situazione”.

Tanta esperienza anche nelle Nazionali giovanili, chissà che adesso che si apre un nuovo ciclo, possa esserci una chiamata anche in azzurro: “Io adesso penso ad allenarmi e a far bene con Cremona, comunque la Nazionale è qualcosa di magico. Ho già esordito un paio d’anni fa ed è stata un’emozione unica. È finito un ciclo, ma ci sono tanti giocatori. Io adesso penso solo ad allenarmi e fare bene qui. Se poi arriverà una convocazione, sarò più che felice”.

Giocatore giovane e versatile che alla Vanoli può dare tanto: “Lavorare in grandi club ti insegna sempre qualcosa, io ho iniziato a 15 anni in Serie A e sono esperienze che ti formano. Non sono qui per riscattarmi, ma per dare qualcosa in più ogni giorno”. La maglia numero 7, che ha indossato anche il padre, non è una scelta casuale: “È sempre stato un numero che mi piaceva. Era il numero di mio papà, e anche quello di Andrea Conti e Luca Vitali. Io ho sempre avuto il 14, ma il 7 mi è sempre piaciuto. A Venezia non potevo prenderlo perché lo aveva Tonut. Ora è mio”.

E fuori dal campo: “Sono molto ossessionato dal basket, penso H24 alla pallacanestro. Guardo tante partite. Però mi piace anche cucinare, e ogni tanto gioco un po’ alla PlayStation. Ma il basket occupa praticamente tutta la mia giornata. Ispirazioni? Doncic è il mio riferimento di oggi, ma il mio idolo è Dražen Petrovic. Mi è sempre piaciuta la sua attitudine, la sua ossessione per questo sport, proprio come Kobe Bryant. Non solo in partita, ma in tutto quello che c’è dietro: allenamenti, video, ore in palestra. Questo è quello che mi affascina davvero”.

A Cremona si dice pronto a dare tutto: “Penso che quando dai il 100% in campo, quando dai l’anima per questi colori, qualcosa ti torna sempre indietro. Il mio obiettivo è questo” e sull’intesa con i compagni… “Conosco Sasha Grant da quando siamo piccoli, abbiamo fatto tutte le giovanili insieme in Nazionale. Giò Veronesi lo conoscevo meno, ma è un ottimo gruppo. Anche gli americani si sono inseriti benissimo, e non è scontato. A Venezia e a Verona non sempre era così. Qui siamo tutti uniti. E per ora sta andando tutto molto bene”.
Cristina Coppola

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