Cremonese

Cremo vincente malgrado
i duri carichi di lavoro

Luca Zanimacchia in azione contro il Bari (Foto Usc)

Nell’analizzare una squadra va sempre considerato il periodo nel quale ci si trova a sviluppare un approfondimento. Se si parla di momenti “normali” di una stagione, chiaramente ci si può concentrare in modo più puro e netto su questioni tattiche e di proposta gioco, legittimamente riflettendo sui vari aspetti dell’organizzazione. Meno pare opportuno farlo invece se ci si trova a dover svolgere il compito analitico durante le amichevoli pre-campionato, o comunque a riguardo di gare che si svolgono nel cuore della stagione più calda, per quanto di gare ufficiali (come la Coppa Italia) si tratti.

È ovvio che l’elaborazione ed il miglioramento di un meccanismo di gioco, qualunque esso sia, necessiti, in particolare nel rinnovato calcio moderno visto quasi universalmente negli ultimi anni, di movimento continuo, in quanto ogni proposta oggi risulta “dinamica”. L’opportuna tenuta delle corrette distanze tra reparti, e anche la giusta cooperazione tra singoli calciatori, prevedono che sul campo gli atleti possano riuscire a muoversi in maniera sciolta e rapida, con inoltre resistenza e reattività ai massimi livelli.

In piena preparazione, con carichi di lavoro pesanti svolti dai giocatori su corretta valutazione dello staff, è assolutamente normale che non tutto ciò che si vorrebbe, a livello di applicazione tattica, risulti possibile. Le partite estive vanno quindi analizzate senza ignorare questa importante considerazione.

La corsa in più che consente una sovrapposizione studiata, lo scatto improvviso che può permettere un attacco ad una profondità ricercata, e magari disattentamente valutata dagli avversari, le rotazioni tra elementi di uno stesso reparto, o tra calciatori di zone diverse, sono tutte cose belle da studiare, ma sapendo che la giusta “interrogazione” per valutare il corretto apprendimento va programmata non certo per agosto ma, perlomeno per il mese di settembre.

Ovvio che intanto il calendario metta comunque di fronte una squadra ad impegni ufficiali immediati, da provare a trasformare in vittoriosi, ma è giusto in questo periodo tenere in considerazione di gambe che non possono giocoforza girare alla perfezione, e di meccanismi che quindi possono non essere oliati negli equilibri e nella costanza.

Contro il Bari, per esempio, non si è notata una Cremonese brillante inizialmente, ed alcune cose vanno indubbiamente migliorate, ma visto quanto Bianchetti e compagni avevano lavorato duro a Pinzolo (e non solo) era anche prevedibile, ed in fondo accettabile serenamente.

Nella ripresa la squadra è andata in crescendo, la pesantezza delle gambe si è un po’ allentata, il caldo ha dato un attimo di respiro in più, ed allora ecco che si sono viste alcune buone iniziative singole, ma anche alcune coordinate trame di gioco a tratti interessanti e godibili.

In presenza di stanchezza e fatica si può poi fare riferimento nel valutare la forza di una squadra su senso del gruppo, e quello è palesemente valido e compatto, e sulla personalità. Ebbene il carattere e la lucidità con cui i rigoristi grigiorossi si sono presentati dal dischetto dopo il triplice fischio arbitrale, sono un altro segnale decisamente incoraggiante in tal senso.

Non tutta la partita è stata insomma spettacolare, e non tutto certo ha funzionato alla perfezione, ma occorre avere un po’ di pazienza, e godersi intanto magari la buona seconda parte di gara, cogliendo il buono che c’è stato, e che rappresenta base sulla quale elaborare i prossimi sviluppi.

La qualificazione inoltre fa morale, e consente di mantenere la fiducia ad ottimi livelli, ed i nuovi calciatori che si sono visti in campo hanno fatto tutti bene, facendo presupporre di trovarci dinnanzi ad una Cremonese più forte e completa, potenzialmente in grado di lottare con ottimismo contro ogni avversario.

Roberto Moscarella

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