Cremo, a Bari serve asciugare
le polveri dei trequartisti
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L’ultimo giorno di lavoro al centro Arvedi, con partenza pomeridiana verso Bari, diventa utile a Stroppa per sciogliere qualche dubbio. Contro Sudtirol e Feralpisalò sono arrivate due sconfitte inattese e simili per contorni: predominio, produzione offensiva, errori clamorosi in attacco, scarabocchi difensivi decisivi.
Le differenza stanno nelle scelte d’avvio, col tecnico grigiorosso che a Bolzano ha schierato Falletti e Pickel mezzali mentre a Pasquetta allo Zini ha fatto affidamento per la prima volta in stagione al duo Collocolo Johnsen ai fianchi di Castagnetti. Una novità assoluta complice l’infortunio del centrocampista di Taranto che venerdì a Bari potrebbe vivere una sorta di derby.
Stroppa nel post partita di lunedì si è detto soddisfatto del suo ritorno in campo, finché il fiato ha retto al moto perpetuo dello stantuffo grigiorosso la cui collocazione naturale è sul centrodestra. Meno codificato l’habitat di Johnsen, che da mezzala garantisce strappi offensivi ma scarsa copertura in ripiegamento. Con la Feralpisalò sono stati diversi i contropiede impostati da Zaffaroni alle spalle di Sernicola e del norvegese, con Felici ad arare la corsia e ribaltare con frequenza il fronte. Una disposizione studiata a tavolino per mettere in difficoltà la Cremo sul binario più esposto alle intemperie.
A dare supporto alla mediana c’è il movimento ad abbassarsi di Vazquez, che ha però l’effetto di togliere un terminale al fianco di Coda. Ecco perché in una gara delicata come quella di Bari le riflessioni maggiori potrebbero concentrarsi proprio sulla disposizione dei giocatori sottopunta, il vero cruccio di una Cremo che contro la Feralpisalò ha costruito più occasioni con Antov, Bianchetti e Ravanelli piuttosto che con tutti i centrocampisti e Vazquez.
D’altronde, in fatto di gol, finora il bottino dei tre difensori centrali è quasi il doppio rispetto a quello dei trequartisti.
Simone Arrighi