Volley

Esperia, Jasmine Rossini:
“Venite a sostenerci al PalaRadi”

Jasmine Rossini con la divisa di Natale limited edition di Esperia (© FOTO DIEGO CROTTI)

Allegra, positiva, sempre sorridente, Jasmine Rossini, capitano della Cremona Ufficio Esperia, rispecchia fino in fondo il momento da favola che sta vivendo la sua squadra, al secondo anno di A2. Dopo la salvezza nella stagione dell’esordio, oggi veleggia nelle posizioni che contano con ambizioni da play off.

Due campionati vissuti intensamente da Jas, come la chiamano in squadra, arrivata dopo la promozione e oggi un pilastro in campo e fuori, si racconta a Lo Sport Cremonese.

“In Esperia vedevo impegno, voglia di fare perché comunque hanno fatto una bella cavalcata dalle serie inferiori fino a conquistare l’A2, progetti e aspirazioni che rientravano nei miei canoni e quindi ci siamo trovati subito sulla stessa lunghezza d’onda. Il primo anno ero vicecapitano, poi la società mi ha dato questa fiducia e io ne sono contenta. Diciamo però che mi è facile fare il capitano perché ho intorno a me ragazze umanamente intelligenti e brave, quindi, lo ammetto, non è che mi stia impegnando più di tanto, abbiamo tutte la stessa idea e andiamo nella stessa direzione”.

Che tipo di capitano sei, quali delle tue qualità emergono in questo ruolo?

“Sono allegra, estroversa, un po’ un giullare: sono una che cerca di far divertire e di divertirsi. Non mi mancano le battute e la maggior parte del tempo sono con il sorriso sulle labbra: stati d’animo che cerco di trasmettere alle mie colleghe. È anche vero che davanti a determinate cose, come può essere l’atteggiamento di una compagna o situazioni che non vanno bene, mostro l’altra faccia della medaglia, diventando un po’ più categorica. Per quanto mi è possibile, cerco di essere obiettiva e molto presente, cose che mi hanno sempre contraddistinta anche quando non ero capitano, perché lo sport è umanità. Prima della tecnica, dei risultati, e della prestazione, c’è la necessità di stare bene insieme: siamo in team ed è giusto trovare l’equilibrio nelle cose”.

Una stagione in cui tutto funziona al meglio, c’è qualcosa che vi manca?

“Mi piacerebbe fare un appello al pubblico in modo sentito, perché credo che squadra e società si meritino più visibilità possibile. Stiamo facendo bene, e miglioriamo ancora. Personalmente amo parlare con i tifosi tanto che a fine partita mi fermo e salutare tutti. Posso assicurare che con l’Esperia ci si diverte, sia a livello tecnico che a livello empatico, perché si riesce ad entrare nella partita. Sarebbe bello avere ancora più pubblico nell’ultima parte di campionato”.

C’è un momento della stagione che ti ha regalato una soddisfazione particolare?

“Quest’anno ogni partita si è rivelata una sfida costringendoci sempre ad entrare in campo con la volontà di dare il tutto per tutto. E così è stato. Se proprio devo scegliere un momento della stagione da ricordare in modo particolare dico quando abbiamo indossato le maglie di Natale: ci sentivamo cariche e ci siamo lasciate contagiare da un’atmosfera resa coinvolgente per il calore di tutti: sponsor, società, pubblico. Alla partita erano presenti anche i nostri genitori e immerse in questo contesto abbiamo giocato serene fino alla conquista del risultato”.

Che rapporto hai con il calcio?

“Mio papà l’ha sempre seguito e sono andata a vedere qualche partita: sono una ragazza di sport e per me tutti sono belli”.

Cosa ami fare quando non giochi a pallavolo?

“Mi piacciono sci e tennis; poi mi diverto praticando downhill o andando in giro con lo skate. Io e il mio ragazzo siamo sportivi e mettiamo nelle nostre vacanze questo genere di attività: mi auguro la prossima estate di poter andare a surfare”.

Cristina Coppola*

 

*da Lo sport cremonese del 27 gennaio

 

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