Cremonese

Vasquez: "Lottare fino alla fine
Non molliamo un centimetro"

Johan Vasquez, uno dei cardini della difesa grigiorossa, al termine dell’allenamento di mercoledì ha incontrato la stampa per fare il punto della situazione.

Johan, dopo un avvio difficile hai trovato continuità, presenze e un gol…
“All’inizio era molto diverso, non giocavo moltissimo. Poi è arrivato Ballardini, che mi conosce e mi ha dato fiducia. Ho giocato, ho fatto buone prestazioni e un gol, e voglio terminare al meglio la stagione. Noi sappiamo che la classifica è difficile, ma lotteremo fino alla fine senza mollare un centimetro, questa squadra non ha mai mollato in nessuna gara”.

Qual è la tua condizione atletica?
“Mi sento bene, ho sensazioni positive. Inzialmente non è stato facile non giocare e andare ai Mondiali senza collezionare minuti, mentre adesso sento nei miei confronti quella fiducia di cui ho bisogno e voglio finire questa stagione al meglio. Non solo in campo, ma anche fuori visto che presto diventerò padre di una bimba: sono contento, la vita è anche questa”.

Stagione non facile, ma i tifosi vi hanno sempre sostenuto con affetto…
“Non è facile per noi e non lo è nemmeno per i tifosi; all’inizio della stagione abbiamo perso molte partite eppure non ci hanno mai fischiato, sono sempre stati sempre al nostro fianco, ci hanno abbracciato. Il gol con lo Spezia non potevo che segnarlo lì, sotto la Sud e in nessun’altra parte: volevo esultare con loro”.

Preferisci la difesa a 3 oppure a 4? C’è un episodio che cambieresti della tua stagione?
“In Messico giocavo a quattro, sempre, a Genova con Ballardini ho imparato che a tre posso migliorare tanto. Ora gioco anche terzino nei quattro o esterno nel 3-5-2. Episodi da cambiare? Il calcio è strano e gli episodi ne fanno parte. Contro il Milan, ad esempio, ho giocato una buona partita ma poi nei minuti di recupero ho fatto il fallo su Messias e sono uscito a testa bassa. La partita successiva, invece, ho segnato, ed è cambiato l’umore”.

Una curiosità: dove nasce il tuo soprannome “El Pipe”? Nel tuo reparto non mancano giocatori di personalità…
“Il mio secondo nome è Felipe, e mio fratello mi ha sempre chiamato Pipe. Sì, abbiamo una difesa con gente di personalità: Chiriches è una grande persona, con tanta esperienza. Lui comanda la difesa, ma tutti abbiamo qualità che spero ci permettano di fare bene nel finale. Il momento è complicato perchè non dipende solo da noi, ma anche da altre squadre. Noi, però, dobbiamo fare il nostro lavoro e continuare a lottare per i tifosi, per la società, per noi: aspettiamo alla fine di vedere dove saremo”.

Quale futuro di attenderà?
“Tutto può essere, non posso dire una cosa oggi perchè magari domani cambia. Il mio futuro lo decideranno il Genoa e la Cremonese, per quanto mi riguarda personalmente sono solo concentrato su questo finale di stagione”.

C’è un’intera nazione, il Messico, che ti spinge. Cosa significa per te questo affetto?
“Significa tanto: siamo un paese umile, non abbiamo tanti calciatori in Italia, siamo in tre, prima non ce n’erano. Vorrei fare cose importanti per tutti i messicani”.

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