Cremonese

Con la Fiorentina la Cremo non ha attivato la modalità Coppa

È una Cremonese che arriva all’appuntamento con troppe preoccupazioni e poche certezze quella che perde l’andata della semifinale di Coppa Italia contro la Fiorentina. I viola passano 2-0 allo Zini e costringono la truppa di Davide Ballardini a costruire un’impresa al ritorno.

Accolta da una coreografia da brividi della Curva Sud, la Cremonese appare lontana da quella di Napoli e Roma. Pesano forse sulle spalle questi due mesi abbondanti in cui in campionato non è arrivata una inversione netta come ci si auspicava col cambio di allenatore, pesano magari troppi ragionamenti di medio periodo, con una semifinale da dividere in due atti e non da giocarsi tutta d’un fiato.

È una Cremonese pesante quella del primo tempo, che rischia su Barak (pedina tattica di Italiano) già dopo 4’ e che vede crollare la propria inviolabilità dopo 20’ quando Cabral – che aveva già sfiorato il vantaggio – incorna sotto la Sud.

I grigiorossi faticano a muoversi in entrambe le fasi, alternano momenti di pressing alto ad altri di attesa, cambiano continuamente riferimenti tra uomo e palla, ma qualcosa non funziona come ammette anche Ballardini a fine gara. La Cremonese appare a tratti smarrita e manca di continuità anche dentro tutti i 90’. Sarr con un doppio intervento su Gonzalez e uno su Martinez Quarta tiene a galla i suoi fino all’intervallo.

La doppia sostituzione di Ballardini tra i due tempi porta in dote un nuovo cambio di modulo e l’ingresso di Dessers e Buonaiuto che nello spazio di 10’ costruiscono le chance grigiorosse migliori, clamorosa quella del numero 10 servito proprio dal nigeriano. Ma la spinta della Cremo si esaurisce qui: la Fiorentina trova con ausilio Var il rigore del 2-0 e la superiorità numerica e la gara scivola verso il 90’ ma con il tempo per un ultimo rimpianto grigiorosso e con Terracciano che chiude Dessers.

Ora, per quanto ai confini dell’inimmaginabile e con le spalle al muro, i grigiorossi potranno provarci davvero. E a mente sgombra, senza nulla da perdere, ma con un sogno da guadagnare.

Mauro Taino

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