Accorta o più offensiva: quale Cremo contro la Roma?
Leggi anche:
All’appello manca solo Chiriches, anche domenica a parte nella sessione d’allenamento al centro Arvedi. Per gli altri, a due giorni dal posticipo dello Zini con la Roma, c’è il disco verde dallo staff medico. La Cremonese recupera per intero attacco e centrocampo, lasciando a mister Ballardini qualche opzione in più per martedì, al cospetto di una Lupa famelica che Mourinho non mancherà di inferocire ricordando in loop allo spogliatoio giallorosso la sconfitta dell’Olimpico in Coppa Italia.
Una partita che vide Dessers assoluto protagonista: proprio intorno al suo pieno recupero e al suo eventuale utilizzo ruotano le scelte offensive di Ballardini, che a Torino ha mostrato le due facce di una Cremonese priva di un regista puro e quindi più propositiva con uno schieramento a tre punte. Okereke e Felix con Tsadjout a fare a sportellate è stata la controffensiva di lunedì scorso, dopo un primo tempo di monologo granata. Una variazione sul tema dovuta all’incapacità della Cremo di prendere in mano la partita a centrocampo, complice la peggior versione di Meité dal cambio in panchina ad oggi.
Meglio da mezzala in un centrocampo a tre che da vertice basso con chiavi del gioco in mano, il francese è uno dei giocatori su cui Ballardini ha dimostrato di voler fare affidamento ma nelle ultime uscite non ha garantito tempi e qualità in fase di costruzione. Ecco perché potrebbero esserci novità in mediana rispetto a Torino, ecco perché per una squadra che ha l’obbligo di cercare il colpaccio per tenere accesa la speranza il tecnico potrebbe essere stuzzicato dalla pazza idea del tridente, con Buonaiuto a diposizione per la trequarti, Felix già visto a destra con Ballardini, Dessers smanioso di completare la vendetta contro la Roma (sua giustiziera in finale di Conference) e Tsadjout finalmente iscritto ai marcatori della serie A. Senza dimenticare però che nel sacco dell’Olimpico, in Coppa Italia, la Cremo partì con Ciofani nell’undici insieme all’ex Feyenoord, e alla fine non andò poi così malaccio…
Simone Arrighi