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La Vanoli si è bloccata
lontano dal PalaRadi

Un terzo posto del girone verde, 11 vittorie su 15 partite giocate, Final Four di Coppa Italia centrate e una Supercoppa in bacheca. Questo il cammino della Vanoli Cremona in questa stagione, eppure quando i biancoblù giocano lontano dal PalaRadi crolla l’efficacia. La sconfitta della scorsa sedicesima giornata contro l’Acqua San Bernardo Cantù (68-58) è la terza sconfitta consecutiva fuori casa dopo quella con il Gruppo Mascio Treviglio (64-61 nella dodicesima giornata) e quella con la UCC Assigeco Piacenza (85-66 nella quattordicesima giornata): tre big e pretendenti a tutti gli effetti alla promozione in A1, insieme alla Vanoli.

I biancoblù hanno una media punti generale di 78.5 che in casa diventa di 85.3, ma lontano dal PalaRadi crolla a 72.6. Le difficoltà in trasferta erano già emerse, ma con le big questi dati sono scesi ancora di più: nelle tre sconfitte di fila lontano da Cremona infatti la Vanoli ha faticato a superare i 65 punti (con l’eccezione dei 66 messi a referto contro Piacenza, ma con un gap di punteggio più ampio). In controtendenza, invece, la sconfitta con Torino (una delle 4 sconfitte dei cremonesi) quando la squadra di coach Cavina perse 86-82 il 6 novembre. A livello di singoli a perdere più efficacia offensiva sono stati Paul Eboua (13 di media contro i 6.6 fuori), Lorenzo Caroti (10.1 contro i 5.3 in trasferta) e Mirza Alibegovic (11.7 contro i 8.1).

Uno degli aspetti da risolvere per il tecnico biancoblù sarà quindi come rendere di più fuori casa e sopratutto capire come risolvere quello che sembrerebbe un problema mentale e di gestione del ritmo gara, così limitante per una formazione che quando è consapevole dei propri mezzi è sembrata davvero inarrestabile. Da non sottovalutare poi quanto questo possa essere determinante sul finale di stagione, ma per questo c’è tempo e la vittoria della Supercoppa dà sicuramente fiducia.

Una spiegazione del calo risale a più fattori come il normale bioritmo dei giocatori, le tante partite concentrate in poco tempo e l’aver perso un giocatore come Lacey sostituito da Tabu. Anche se a livello di punti segnati le differenze sono poche (10 di media del primo contro gli 8.5 del secondo), forse al belga manca la leadership dello statunitense e la possibilità di poter difendere su più ruoli grazie ai centimetri di altezza in più. A dare fiducia per il lungo periodo sarà anche l’effettivo ingresso nelle rotazioni di Pecchia rientrato dal lungo infortunio, assente con Agrigento in casa per una febbre passeggera e rientrato, a ritmo ridotto, con Cantù.

Statistiche fornite da Lnp

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