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Risparmio energetico impianti sportivi,
stop alle docce e riscaldamento a 17 gradi

Niente docce per gli sport indoor, tranne per le squadre iscritte a campionati nazionali o quelle espressamente autorizzate, temperature a 17 gradi e riscaldamento spento alle 21.30: queste sono solo alcune delle nuove regole per l’utilizzo degli impianti sportivi comunali, stilate dall’Amministrazione dopo le riunioni che si sono susseguite nelle scorse settimane, allo scopo di far fronte al caro energia, evitando la chiusura degli impianti.

Come si legge in una lettera inviata a tutte le società sportive cremonesi, a firma dell’assessore Luca Zanacchi, le nuove regole entrano in vigore fin da subito. I campi da calcio chiuderanno quindi alle 21.30, con spegnimento delle luci e del riscaldamento degli spogliatoi. Altro capitolo importante riguarda il rapporto con il gestore dell’energia, che dovrà fare capo unicamente al Comune.

Non è tutto: come già denunciato in precedenza dall’assessore, ci sono società sportive che utilizzano presso gli impianti degli elettrodomestici propri, come lavatrici, asciugatrici, fornetti, frigoriferi, stufette, ecc. Secondo le indicazioni contenute nella missiva, questi andranno tutti rimossi, a meno che non siano autorizzati dall’Ufficio Sport. Infine, se le associazioni chiederanno temperature più elevate o orari differenti da quelli stabiliti, dovranno sobbarcarsene i costi.

“Nel mese settembre abbiamo incontrato i sindaci del Distretto pensando ad azioni di contenimento dei costi energetici che potessero scongiurare chiusure e stop agli impianti comunali” sottolinea lo stesso Zanacchi. “Ci siamo confrontati con le associazioni della città e con l’Assemblea della Consulta dello Sport per approfondire e condividere il tema. I tempi sono difficili, i rincari energetici stanno causando molte difficoltà anche alle Amministrazioni pubbliche. In questa crisi, l’ennesima, sappiamo però che lo sport non deve fermarsi ma anzi deve continuare a offrire spazi di relazione e confronto, specie per i più giovani” conclude l’assessore.

LaBos

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